FUORILUOGO A MERANO

La seconda esperienza, fatta a inizio dicembre insieme alla mia collega Francesca. Un mix tra blog trip e viaggio stampa, con colleghi giovani e divertenti, nel contesto spettacolare del Sudtirolo. Scuola di canederli, cena in delle palle natalizie, un mercatino allestito in un castello, una passeggiata nella neve con rientro in slitta trainata da cavalli. Eccolo qui.

Merano: bastano questi maglioni?

Eccomi di nuovo alle prese con l’armadio, questa volta alla ricerca di maglioni pesanti, sciarpe e cappellini per resistere al gelo dell’Alto Adige. Giá, perché domani io e Francesca partiamo per la bella e fredda Merano, con i suoi mercatini natalizi, i suoi gustosissimi piatti tipici e le sue tradizioni da scoprire. Ma soprattutto, il paesaggio… Anche se significherebbe più freddo, incrociate le dita insieme a noi perché stanotte una bella nevicata imbianchi le montagne e il paese per regalarci uno spettacolo ancora migliore. Che ne dici Fra?

Merano: ecco un costume adatto

Ma che valigia… freddolose come siamo, io e Francesca dovremmo metterci piuttosto i Tracht, gli abiti tradizionali Altoatesini. Camicetta bianca, possibilmente di lino bordato con pizzi lavorati al tombolo, un corpetto rigido e la pettorina a forma di cuore. Tutto orlato con nastri e cordoncini variopiniti. Sotto, una gonna di Wiefling (un misto di lino e lana) plissettata e ampia almeno 2,5 metri, calze pesanti lavorate all’uncinetto e scarpe nere bordate di rosso. L’Alto Adige ha una vastità di costumi e abiti tradizionali pari, probabilmente, soltanto al numero delle sue valli. Fin dai tempi dell’imperatrice Maria Teresia d’Austria, ogni parrocchia utilizza colori e ornamenti differenti, in una vera e propria “moda contadina”. Per poterli indossare ancora oggi senza sembrare marionette, è stata lanciata una versione semplificata, più sobria e adatta a tutti i giorni. E poi ci sono le necessità metereologiche: queste signore, infatti, si sono concesse un maglioncino per combattere il freddo, ovviamente in tinta.

Merano: accolte al calduccio

Appena arrivate in terra altoatesina, la sensazione di trovarsi in un luogo diverso é immediata. Paese curatissimo, mille luci sugli alberi e sulle case, atmosfera natalizia. E poi, un’accoglienza quasi esagerata. Nella hall dell’albergo ci ha dato il benvenuto una signora bionda sorridente nel suo abito tradizionale rosso. Diceva cose carine, peccato che non si capisse niente perché era in dialetto locale.

Merano: buongiorno montagne

Dopo una nottata alle prese con il riscaldamento a temperature tropicali e con il piumone caldissimo, ci svegliamo con questo spettacolo. Quanto é bella la montagna. E a colazione, pane ai cereali, frutta, marmellate della nonna ai frutti di bosco, lamponi, albicocca… e poi torte fatte in casa, magari dalle manine della signora di ieri, che stamani sparecchia in borghese.

Merano: scuola di canederli

Oggi abbiamo imparato a fare i canederli, un piatto altoatesino davvero ipercalorico. Una coppia di simpatici contadini d’altri tempi ci hanno insegnato a prepararli nel loro maso di legno tra le montagne della Val d’Ultimo. Francesca sta amalgamando pane secco, uova, prezzemolo, speck e farina. Poi con l’impasto abbiamo fatto delle polpette che, cotte nel brodo di carne, erano una favola. C’é voluta una lunga passeggiata per digerire tutto.

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