FUORILUOGO SLOVENIA: MEDIOEVO E FAVOLE

Slovenia: Jamnik, una chiesetta da favola

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Sulla strada statale che da Radovlika porta a Ljubljana, uno spettacolo inatteso si apre alla nostra vista. Una curva in più, un soffio di vento a spazzare le nuvole, ed ecco un sorprendente quadro d’autore: sul cucuzzolo di una collina verde prato sta una chiesetta bianca con il campanile appuntito che guarda un cielo pennellato di bianco. Sotto, una conca circondata da una corona di montagne baciate dal sole. Ci fermiamo e andiamo a vedere. È la chiesa sv. Primoža in Felicijana, situata appena fuori del villaggio di Jamnik, nel comune di Kranj, nella Gorenjska. Per raggiungerla occorre lasciare l’auto nel primo slargo utile e proseguire a piedi lungo un sentiero sterrato che percorre il crinale della morbida altura. Bastano pochi passi per entrare in una bolla di silenzio interrotto solo dal verso di una capra solitaria. Un tavolo con delle panche invitano a sedersi e assaporare questa pace. Da qui, la vista panoramica si apre sulle Alpi Giulie a nord-est, sulle Alpi di Kamnik a est e sulla conca di Ljubljana, e si può giocare a orientarsi aiutandosi con un pannello posizionato nello slargo dietro la chiesa.

Slovenia: Skofja Loka, medioevo e poi

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Il paesino medievale meglio conservato della regione è Škofja Loka. Un agglomerato di stradine, case in pietra e piazze sviluppate a est del fiume Selšičica, con salite ripide che salgono fino al castello di Loka e al suo parco. La cittadina è molto vivace e piena di ragazzini, oltre che di turisti che popolano le tante Kavarna e le Gostilna che sbucano ad ogni angolo. Il centro storico è un continuo scorcio di dimore borghesi dalle facciate coloratissime e chiesette curate e aperte al pubblico. La vista dall’alto del castello, dove nelle sere d’estate si tengono svariati eventi culturali, si affaccia sui monti e sulla valle. Peccato che intorno si sia sviluppata la città moderna con palazzoni di dimensioni sproporzionate e gusto discutibile, che rovinano il colpo d’occhio.

 

Slovenia: una notte in banca, a Lubiana

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Nel centro storico di Ljubljana, appena dentro la zona pedonale e a pochi passi dalla fila di localini che affollano il lungofiume dopo il triplice ponte, sta un ostello speciale. Si chiama Hostel Tresor, ed è stato ricavato all’interno di una ex banca. Se ne vedono ancora il pavimento a scacchi, la corte interna luminosa e una cassetta di sicurezza usata come armadio nella sala comune. Le camere, essenziali, sono arredate con letti in ferro battuto e illuminate da luci al neon, come nelle banche vere. Ognuna porta il nome di una moneta, e una banconota sta appesa sopra ogni comodino. Qua e là, alcune frasi di personaggi celebri scritte nero su bianco, parlano di soldi e rallegrano chi si aggira per i corridoi.

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