10 COSE DA FARE A COPENAGHEN

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Copenaghen, la vivace e ordinata capitale danese è il teatro perfetto per un weekend d’arte e di design, ma anche piacevoli giornate da trascorrere tra vie pedonali in uno scenario dipinto, parchi cittadini, piste ciclabili, ristoranti, birrerie. Ecco 10 cose da non perdere.

1. Passeggiare lungo le rive di Nyhavs ammirando le coloratissime case in stile danese e le vecchie barche in legno.

2. Arrivati sul lungomare, foto ricordo alla celebre statua della Sirenetta, omaggio alla favola di Andersen.

3. Sentirsi bambini al Tivoli, il parco divertimenti più famoso della Danimarca, attivo da oltre 150 anni e particolarmente affascinante a Natale.

4. Scoprire il design danese al Danish Design Centre, situato proprio d fronte ai giardini Tivoli.

5. Guardare Copenaghen dall’alto della Round Tower, antico osservatorio costruito nel XVII secolo e attaccato alla chiesa Trinity.

6. Pranzare come i danesi, con una fetta di pane nero, burro e aringhe marinate o gamberetti.

7. Noleggiare una barca e scivolare tra gli storici canali di Christianshavn, isola artificiale perfettamente inglobata nel tessuto cittadino.

8. Gironzolare tra le vie del centro e curiosare nei negozietti di Osterbro, Vesterbro e Norrebro.

9. Prendere 10 minuti di treno per Elsinore e visitare il Castello di Kronborg, conosciuto per l’Amleto di Shakespeare.

10. Bere una birra Carlsberg e brindare al suo fondatore danese Carl Jacobs.

Articolo pubblicato su Latitudes

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MERCATINI DI NATALE A STOCCOLMA: PAN DI ZENZERO E NEVE

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Immaginate di essere catapultati in uno di quei souvenir che racchiudono una città incantata in una sfera di vetro, con la neve che scende al primo movimento. Potete vivere la stessa sensazione a Stoccolma, che a Natale diventa ancora più magica.

Il buio nordico avvolge la capitale della Svezia trasformandola in un presepio di cristallo dove le luci colorate si specchiano su un’acqua immobile e serena. Sembrerà un sogno passeggiare per le vie del centro mentre le luminarie accendono la città fin dalle prime ore del pomeriggio e passare da un’isola all’altra, accompagnati dalla neve.

Se vi piace l’idea di cercare i regali da mettere sotto l’albero tra addobbi e scenografie fiabesche, segnatevi i nomi di alcuni tra i più belli mercatini di Natale che trasformano le piazze di Stoccolma in irresistibili vetrine.

Imperdibile quello tra le costruzioni medievali e le stradine acciottolate di Stortorget, la città vecchia, e quello di Skansen, il museo all’aperto che sorprende grandi e bambini con la sua atmosfera tipica svedese. Nel centralissimo giardino Kungsträdgården si può pattinare sul ghiaccio e poi fare merenda con una tazza di glögg, vino brûlé con mandorle e uvette, accompagnato dagli invitanti dolcetti esposti nei banchetti vicino alla pista, mentre al Rosendals Garden Café, a Djurgården, si comprano prodotti biologici e pane fatto in casa, avvolti da un’aria di campagna.

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CAMARGUE, LA BELLEZZA DELLA LAGUNA

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Immense distese d’erba, specchi d’acqua calma, fenicotteri rosa, bianchi destrieri al galoppo, nuvole mosse dal vento. Tutto questo è la Camargue, oltre 80mila ettari di Parco Naturale Regionale stretto tra il delta del Rodano e il mare. Protetto dal 1970, ospita una fauna unica, tra cuicirca 400 specie di uccelli.

Saline e acqua nella parte meridionale, canali, allevamenti di tori e cavalli, canneti, un immenso stagno al centro, centri abitati, vigneti, coltivazioni di riso e asparagi a nord. Case basse, canali navigabili, tanta pietra, strade sottili, prati immensi, qualche bosco.

Con una macchina fotografica alla mano, basta uscire all’aperto per incontrare paesaggi così limpidi da meritare uno scatto. Ci si può addentrare nel parco con visite guidate, gite in barca, trekking, escursioni in bicicletta, quad o in auto 4×4, passeggiate a cavallo. Tanti modi per ammirare la travolgente natura di questa zona sospesa tra terra e mare.

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LA CAMARGUE DEI VILLAGGI

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Un viaggio in Camargue non può prescindere da toccare città famose come Aigues Mortes, sede delle omonime saline e storico punto di partenza della Settima Crociata nel XIII secolo, e Saintes Maries de la Mer, un borgo sviluppatosi intorno a una chiesa meta dei pellegrinaggi gitani e famosa per la presenza della vergine nera.

Ma se non vi va di zigzagare tra turisti di ogni nazionalità e affollati negozi di souvenir tutti uguali, noleggiate un’auto o una bicicletta e immergetevi nei paesaggi aperti della regione per scoprire villaggi ancora autentici.

Aimargues, con il suo castello sorto su un’antica fortezza romana, e la vecchia chiesa trasformata in mercato. Vauvert, un borgo rurale in mezzo ai vitigni con il castello che ogni estate si anima di musica e allegria grazie al festival del jazz. Saint-Gilles, al confine con il Languedoc, con i suoi edifici, la splendida abbazia e il castello.

Saint Laurent d’Aigouze, un piccolo villaggio storico, con il forte e il castello. Salin-de-Giraud, un borgo di duemila anime nato nel secolo scorso per un progetto industriale, che attira i turisti per i suoi insoliti fari.

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LITUANIA, COCKEREL CLOCK. APPUNTAMENTO VICINO AL GALLO

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A Šiauliai la gente usa darsi appuntamento in una piazza, sotto a un grande orologio quadrato, neanche troppo bello, su cui poggia un gallo metallico. Si chiama Cockerel, un simpatico simbolo della città situato all’incrocio tra Vilniaus e Tilžės. Da sempre gli abitanti di quest piccola cittadina nel nord della Lituania si incontrano qui per uscite romantiche o importanti meeting di lavoro. Serata galante? Affari da risolvere? Due chiacchiere tra amici? Ci vediamo nella piazza del gallo, facile. Tutti lì. Così la piazza è diventata un luogo di passaggio, di incontri, di sorprese. Uno di quei posti dove c’è sempre qualcuno ad aspettare.

Se prima la cosa era riservata ai locali, dal 2003 il Cockerel Clock è entrato in voga anche tra i turisti. Per rilanciare la zona in occasione delle celebrazioni del 767esimo anniversario della città, si è scelto di pubblicizzarlo come luogo d’incontro, dove darsi appuntamento per incontrare i compagni di viaggio o la guida turistica. E per raccogliere ancora più gente, il gallo ha iniziato a cantare. O meglio, parlare. Un altoparlante multilingua, infatti, invita i passanti a darsi appuntamento in piazza.

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