RUNNING: OLTRE LA MARATONA

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Le gare podistiche che superano i circa 42 km (la lunghezza della maratona classica), sono dette ultramaratone. E visto che la faticaccia è assicurata, spesso si svolgono in ambienti estremi, come il deserto o l’alta montagna. Possono durare alcune decine d’ore oppure di alcuni giorni. Panorama spettacolare durante il percorso e indicibile soddisfazione dopo.

La corsa più conosciuta è la Marathon des Sables, che si svolge nel sud del Marocco tra le pietraie e le enormi dune del deserto del Sahara. È una gara a tappe, 240 km e sei giorni con in spalla uno zainetto e un kit di sopravvivenza. Ogni tratto copre la lunghezza di una maratona e si corre in completa autosufficienza alimentare, a parte i nove litri d’acqua giornalieri a disposizione degli atleti, che si possono ritirare – un po’ per volta – nei punti ristoro situati ogni 10 km lungo il percorso.

Oltre a questo tipo di competizioni, ce ne sono altre ancora più toste. Sono le ultramaratone non-stop: 100, 150, 200, 250 km o anche di più, in una sola volta. Suona impossibile, ma non significa che sia vietato fermarsi. Solo che non è obbligatorio o prefissato. Si inizia a correre e ci si ferma quande se ne sente il bisogno, e per il tempo che si vuole. E così, si può andare avanti per 30, 40 ore di fila in completa autosufficienza, di giorno e di notte, da soli o in compagnia. Il massimo dello spettacolo.

 

Leggi il mio articolo “Il deserto, di corsa” su Latitudeslife

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