FUORILUOGO SLOVENIA: SALSICCE E SCARPE

Slovenia: una salsiccia a metà

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Fino a tre anni fa in tutta Ljubljana non esisteva un paninaro che servisse solo salsiccia carniolana, la più ghiotta tra le eccellenze gastronomiche della regione. Ci ha pensato Stanč Logar, trasformando l’antica orologeria di famiglia in un tempio del gusto chiamato Klobasarna. Magro, brizzolato e sorridente, fa avanti e indietro dalla cucina al bancone, senza sosta. Ci spiega che dopo 70 anni di attività, il negozio di orologi non rendeva più. Per questo ha scelto di aprire questo minuscolo ristorante fast food. Qui si serve solo salsiccia, di ottima qualità. Scelta rischiosa, ma geniale.

Piccolo e accogliente, il locale si trova a metà di Ciril Metodov Trg, in quella via del centro storico che da Vodnikov Trg porta in Mestni Trg e si riconosce per una grande insegna a forma di insaccato. Impossibile mancarlo. Qui il piatto è unico: kransjska klobasa, la vera salsiccia carniolana, tagliata a dischetti e servita insieme a un panino, senape e rafano. Essenziale e impeccabile.

Slovenia: Lubiana e le scarpe volanti

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Quelle che vedete sono scarpe. Sì, proprio scarpe. Per due giorni abbiamo vagato nel centro di Ljubljana chiedendoci perché sulle nostre teste ci fossero calzature di ogni genere. E così abbiamo chiesto. Un giorno qualcuno ne ha appeso un paio, legando le stringhe una all’altra e agganciandole a un cavo tra due palazzi. Uno scherzo, una scommessa, chissà. Si vede che l’idea è piaciuta, perché qualcuno ne ha aggiunte altre, e poi altre ancora, fino a formare una miriade di opere d’arte. Trash art. Scarpe sporche, sgualcite, puzzolenti, impolverate. Suole che hanno camminato per chilometri e chilometri, su strade, prati, sentieri, mattonelle, tapis roulant. Oggetti vissuti, che hanno esaurito il loro compito primario e hanno trovato una nuova dignità.

FUORILUOGO SLOVENIA: ARCHITETTURA E CURIOSITA’

Slovenia: i ponti di Lubiana

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Costruita intorno e lungo il fiume Ljubljanika, la piccola capitale slovena è piena di ponti, tutti diversi. Da attraversare, da guardare, fotografare. Dove fermarsi a guardare sotto, fare una telefonata, mangiare un gelato, darsi appuntamento. Il più famoso è il Tromostovje, il triplice ponte: tre bracci di pietra con le balaustre bianche, che disegnano una trama geometrica e inusuale tra piazza Prešernov e il centro storico. Un gioco di archi disegnato dal prolifico architetto e urbanista sloveno Jože Plečnik, che ha aggiunto due nuovi camminamenti all’originario ponte ottocentesco dello Špital. Subito dopo il grande mercato di Vodnikov Trg, invece, sta il Ponte dei Draghi, chiamato così per i verdi draghi alati in rame ormai ossidato, diventati simbolo di Ljubljana. Secondo la leggenda, ogni volta che passa una ragazza vergine, i guardiani del ponte muovono le ali. Tra queste due opere del passato, si trovano anche opere più recenti, anche se di gusto discutibile, come questi lucchetti appesi alla ringhiera del ponte Mesarski Most. Federico Moccia è arrivato fin qui.

 

Slovenia: l’architetto che cambiò Lubiana

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Come sarebbe bello svegliarsi un giorno e iniziare a cambiare la città in cui si vive. Abbellire un palazzo con balaustre e decorazioni, disegnare le statue di un parco, aggiungere e togliere strade, ponti, monumenti, chiese. Più o meno così ha fatto Jože Plečnik, il più importante architetto sloveno. Dal 1921 in poi, con le sue tantissime opere ha personalizzato Ljubljana, lasciandole un inconfondibile tocco eclettico. L’elenco delle sue creazioni e dei suoi restauri è infinito, e si può giocare a cercarli tutti, uno dopo l’altro, con una mappa della città in mano. Oppure si può vagare casualmente fino a trovarseli di fronte. Impossibile non trovarne, anche se non è facile riconoscerli. Non c’è uno stile uniforme, infatti, visto che Plečnik prendeva spunto da vari periodi architettonici, senza seguirne uno solo. E così, possiamo camminare per Ljubljana e calpestare una sua opera, passare sotto ad un’altra senza stufarci della sua mano. Tra le sue creazioni più famose, ci sono il Triplice Ponte, la Biblioteca Nazionale Universitaria, il ponte dei calzolai, piazza Levstikov trg. E ancora, il parco Tivoli, con la passeggiata monumentale che porta fino al castello, e il mercato al coperto e il colonnato sul lungofiume davanti a piazza Vodnikov Trg. Pronti a giocare?

 

Slovenia: orologio carrillon

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Passeggiando nel centro di Ljubljana potrebbe capitare di sentire una musichetta coinvolgente e inaspettata, soprattutto se si cammina nei dintorni di Krekov Trg. Qui si trova l’antico teatro delle marionette, con il suo simpatico e chiassoso orologio. A ogni ora piena dalle 8 alle 20, una coppia di marionette esce da una casetta in cima all’edificio, si muove accompagnata da una piacevole melodia, e poi rientra al suo posto. Sono le figure di Martin Krpan e il suo cavallo Koblica, due personaggi di una celebre storiella dello scrittore sloveno Fran Levstik, andata in scena in questo teatro dal 1984. Erano così amati dai bambini che nel 1992 gli è stato dedicato questo orologio a carrillon. Per goderci la scena, ci sediamo al tavolino di una kavarna in piazza Krekov e aspettiamo che scatti l’ora. Ed ecco che inizia la musica, escono il contadino con un’accetta da taglialegna in mano e il suo agile destriero. Poi rientrano, e noi continuiamo a canticchiare allegramente per tutta la sera.

FUORILUOGO SLOVENIA: LUBIANA, DIVERTIMENTO E RELAX

Slovenia: Lubiana, tramonto e gourmet al castello

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Ljubljana è la frizzante capitale della Slovenia, il luogo dove si concentra tutto quel chiasso che nel resto del Paese non c’è. Piacevolmente movimentata e allietata dalle acque del fiume Ljublanica, che vi scorre in mezzo, è una città per pedoni, grazie alla sua grande area pedonale che comprende tutto il centro storico e permette di raggiungere tutti i luoghi di interesse con una breve passeggiata. La vista più bella sulla città si ha dal castello, situato sul colle alto 376 metri che domina tutta Ljubljana e da cui parte un grande parco che si sviluppa verso est. Si raggiunge con una moderna funicolare tutta a vetri che parte dalla piazza del mercato centrale oppure con svariate stradine rampicanti. L’interno del castello è stato completamente rimesso a nuovo e integrato con strutture in ferro e cemento, che danno un tocco eclettico all’insieme. Oltre al museo del castello, si affacciano sulla piazza un bar e due eleganti ristoranti, con tavolini ben apparecchiati che invitano chi passa. Uno di questi è la Gostilna Na Gradu, un delizioso locale con un’ottima cucina gourmet ispirata alle specialità della tradizione slovena. Semplice, con le tovagliette in carta grezza su cui spicca il logo del ristorante, una candela e due mele, la decorazione tipica slovena. Simpatico e molto disponibile, il proprietario, Leon, ci racconta come vengono preparati i piatti e come la sua passione per l’enogastronomia lo porti a cercare spunti sempre nuovi. Formaggio fresco condito con olio ed erbette, da accompagnare con il pane, filetto di pesce bianco con rucola e pinoli tostati, ravioli al formaggio con foglie di basilico, trancio di pesce bianco con purea di patate e spinaci, gelato fatto in casa al melone con foglie di menta e frutti di bosco, un bicchiere di vino bianco Malvasia.

Slovenia: Lubiana dall’alto

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Per avere una splendida vista su Lubiana e ammirare la città che si risveglia in un soleggiato sabato mattina, occorre arrampicarsi in cima alla torre del castello. Da qui, a poco meno di 400 metri di altezza, si riesce a vedere addirittura un terzo della Slovenia, se la giornata è limpida. Si vede il fiume Ljublanika, con le sue rive occupate da tavolini così pieni dal tramonto in poi e così vuoti prima dell’ora di pranzo. Si vede il triplice ponte, affollato a ogni ora del giorno e della notte, e la bella piazza Prešernov, con il monumento dedicato al celebre poeta sloveno France Prešeren. Palazzi, case, musei, stradine medievali e strade moderne, piazze geometriche e giardini, e poi il Parco Tivoli, laggiù in fondo. Si vede l’università, che richiama frotte di studenti non solo dalla Slovenia ma da tutta Europa, motivo per cui ci sono così tanti locali infilati uno dietro l’altro nel centro storico e l’offerta di eventi culturali e musicali in città è davvero ampia. Per esempio, in questi giorni si conclude il Trnfest, un festival estivo con un programma che comprende mostre di arte, fotografia, spettacoli di teatro, danza e concerti. Ci sono mercati di artisti come l’ARTish Festival, ogni ultimo sabato del mese, con una miriade di banchetti in Stari Trg e Gornji Trg, oltre a quello che si tiene ogni sabato sul lungofiume Breg. E poi ci sono i musicisti che occupano le piazze e i ponti dalla tarda mattinata fino a dopo il tramonto: giovani e pieni di talento, rallegrano il tempo di chi passeggia leggero in questa zona pedonale dove tutto sembra sorridere.

Slovenia: mercato di paese a Lubiana

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Ogni giorno a Ljubljana, due piazze giganti si riempiono di bancarelle ordinatissime, piene di merci di ogni tipo: da una parte l’abbigliamento, dall’altra gli alimentari, qui la frutta, laggiù la verdura, ancora più in là l’olio, il miele e dolciumi, in mezzo i fiori, nella parte al chiuso la carne, i salumi, i formaggi. E la gente che si aggira tranquilla a fare la spesa, come in un vero mercatino di paese. È divertente curiosare quali sono le merci più abbondanti, quelle più vendute. Sicuramente l’uva, verde e con gli acini belli gonfi, e le susine, con il loro colore violaceo che sembra sempre coperto da un velo di polvere. Ma soprattutto le mele. Valanghe di mele piccole e giallo-rosse, come quelle che abbiamo trovato ad accoglierci ieri sera sul tavolo del ristorante, a soli 50 centesimi al chilo. Praticamente regalate. Tra i banchi di gastronomia tipica, ci attira quello di un sorridente signore che vende la potica, il dolce tradizionale sloveno, una torta fatta a rotolo con il ripieno di noci. Ne assaggiamo delle versioni creative, fatte con le pere, altri tipi di frutta, i semi di papavero. Buonissimi.

FUORILUOGO SLOVENIA: MEDIOEVO E FAVOLE

Slovenia: Jamnik, una chiesetta da favola

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Sulla strada statale che da Radovlika porta a Ljubljana, uno spettacolo inatteso si apre alla nostra vista. Una curva in più, un soffio di vento a spazzare le nuvole, ed ecco un sorprendente quadro d’autore: sul cucuzzolo di una collina verde prato sta una chiesetta bianca con il campanile appuntito che guarda un cielo pennellato di bianco. Sotto, una conca circondata da una corona di montagne baciate dal sole. Ci fermiamo e andiamo a vedere. È la chiesa sv. Primoža in Felicijana, situata appena fuori del villaggio di Jamnik, nel comune di Kranj, nella Gorenjska. Per raggiungerla occorre lasciare l’auto nel primo slargo utile e proseguire a piedi lungo un sentiero sterrato che percorre il crinale della morbida altura. Bastano pochi passi per entrare in una bolla di silenzio interrotto solo dal verso di una capra solitaria. Un tavolo con delle panche invitano a sedersi e assaporare questa pace. Da qui, la vista panoramica si apre sulle Alpi Giulie a nord-est, sulle Alpi di Kamnik a est e sulla conca di Ljubljana, e si può giocare a orientarsi aiutandosi con un pannello posizionato nello slargo dietro la chiesa.

Slovenia: Skofja Loka, medioevo e poi

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Il paesino medievale meglio conservato della regione è Škofja Loka. Un agglomerato di stradine, case in pietra e piazze sviluppate a est del fiume Selšičica, con salite ripide che salgono fino al castello di Loka e al suo parco. La cittadina è molto vivace e piena di ragazzini, oltre che di turisti che popolano le tante Kavarna e le Gostilna che sbucano ad ogni angolo. Il centro storico è un continuo scorcio di dimore borghesi dalle facciate coloratissime e chiesette curate e aperte al pubblico. La vista dall’alto del castello, dove nelle sere d’estate si tengono svariati eventi culturali, si affaccia sui monti e sulla valle. Peccato che intorno si sia sviluppata la città moderna con palazzoni di dimensioni sproporzionate e gusto discutibile, che rovinano il colpo d’occhio.

 

Slovenia: una notte in banca, a Lubiana

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Nel centro storico di Ljubljana, appena dentro la zona pedonale e a pochi passi dalla fila di localini che affollano il lungofiume dopo il triplice ponte, sta un ostello speciale. Si chiama Hostel Tresor, ed è stato ricavato all’interno di una ex banca. Se ne vedono ancora il pavimento a scacchi, la corte interna luminosa e una cassetta di sicurezza usata come armadio nella sala comune. Le camere, essenziali, sono arredate con letti in ferro battuto e illuminate da luci al neon, come nelle banche vere. Ognuna porta il nome di una moneta, e una banconota sta appesa sopra ogni comodino. Qua e là, alcune frasi di personaggi celebri scritte nero su bianco, parlano di soldi e rallegrano chi si aggira per i corridoi.

FUORILUOGO SLOVENIA: MIELE, COCCOLE E PAESINI

Vila Podvin: nouvelle cuisine in giardino

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Nel villaggio di Mošnje, vicino al borgo medievale di Radovljica, a mezz’oretta di auto dal lago di Bohinj,  un hotel di charme attira turisti e buongustai da tutta la Slovenia. Si chiama Vila Podvin, un hotel di charme in una location d’epoca con 7 camere, un ampio giardino e gazebo adatti a cene romantiche e grandi cerimonie. Ciò che lo rende famoso è il ristorante, gestito dalla creatività di Uroš Štefelin, uno dei migliori chef sloveni, che propone piatti della tradizione slovena con rivisitazioni originali in stile nouvelle cuisine, abbinate a ottimi vini. Carpaccio di cervo su un letto di foie gras con formaggio a scaglie e insalatina guarnita con cialde di formaggio, filetto di pesce bianco adagiato su una base di riso rosso con crema di zafferano e verdurine, morbido arrosto di vitello su purea di patate e spinaci, bocconcini di cioccolato su cialda di biscotto e mousse di vaniglia. Veri e propri souvenir culinari, delicati e fatti con ingredienti semplici. Per chi vuole portare a casa qualcosa di più del ricordo di questo posto, il ristorante organizza anche una lunga lista di attività ed eventi come corsi di cucina per adulti e bambini, un mercato di prodotti del territorio, presentazioni di produttori locali, degustazioni e feste.

 

Slovenia: Radovlika, non solo api

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Nella piacevole e pacifica cittadina di Radovlika si trova una piccole esposizione, dolcissima. È il museo dell’apicoltura, una manciata di sale con fotografie, attrezzi e un’arnia al completo con tanto di api dentro, per documentare la forte tradizione locale nella produzione di miele. Un’attività che raggiunse il suo apice tra il XVIII e il XIX secolo, quando le cassette delle arnie venivano decorate con scene religiose e campestri, come segno del peso culturale ed economico che si attribuiva a questa attività. Non per niente il dolce tipico è il Pan di Zenzero, fatto con farina e miele, mescolati con un po’ di cannella e modellati per formare cuoricini poi decorati finemente. Per farne una scorpacciata, basta attendere l’ora di pranzo ed entrare nella Gostilna Lectar, nella piazza accanto al museo. Nel laboratorio si può anche ammirare la preparazione di questa prelibatezza popolare. Con il miele, poi, si fanno anche caramelle, birra e un ottimo liquore, ma per comprarlo bisogna cercare un negozio ben fornito, come Zlati Ol, un capannone giallo poco distante dal centro. Ma a Radovlika non c’è solo l’apicoltura: tranquillo borgo di origine medievale situata in cima a una collina, ha un piccolo centro storico con strade perfettamente ordinate, case che sembrano disegnate con i pennarelli e vista sul monte Triglav. La gente viene qui per rilassarsi, far giocare in tutta calma i bambini, prendere il fresco all’ombra di un albero, bere un bicchiere al wine bar all’angolo, mangiare in trattoria. I giovani non ci sono, sono tutti a Ljubljana, dove andremo anche noi, stasera.

 

Slovenia: il villaggio del ferro battuto

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A soli 13 km da Radovlika in direzione sud-est si trova Kropa, in paesino nascosto in una valle, che vale una sosta. Il villaggio è stato per secoli un centro molto attivo nell’estrazione del ferro, e se ne vedono ancora i segni. Un torrente passa in mezzo al centro, dove il movimento di ben 50 ruote metteva in moto le fornaci e permetteva ai fabbri di creare chiodi, ringhiere e tutti quegli oggetti decorativi che si possono ancora ammirare per le strade. I lampioni, intanto per cominciare, eleganti e disegnati con piccoli riccioli, le ringhiere, con trame e disegni di mille tipi, le finestre, le panchine, i draghetti appesi ai muri. Ciò che colpisce di più di questo posto è il contrasto tra le facciate scrostate della maggior parte delle case e la bellezza dei dettagli in ferro battuto. A testimonianza di questa tradizione, c’è il Museo della Fucina, che ripercorre le tappe dell’estrazione del ferro qui intorno dal XIV al XX secolo e la produzione di chiodi di ogni genere.