LITUANIA A TUTTA BIRRA

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Per affrontare il clima freddo delle regioni baltiche, non c’è niente di meglio di un boccale di birra. In Lituania se ne producono molte, tutte di eccellente qualità, secondo una tradizione tra le più antiche in Europa, che si è sviluppata nei villaggi e nelle fattorie, paradisi del luppolo che hanno spinto il New York Times ha inserire il Paese tra i luoghi da visitare nel 2013. Esistono addirittura con tour ad hoc per scoprire la Lituania sorso dopo sorso.

Chiare, scure, rosse, bianche, amare, dolci, fresche, corpose, delicate, esagerate. Scegliere non è semplice, e allora tanto vale assaggiarle tutte. Si inizia con i marchi più prestigiosi, Svyturys e Kalnapilis, per poi passare in rassegna i birrifici artigianali con i gusti più ricercati. Malto aromatizzato, orzo, spezie, miele.

Impossibile resistere a una degustazione in locali come Avilys, a Vilnius, dove una selezione di birre speciali è accompagnata a piatti di carne. Ma la birra più famosa è la kaimiškas alus, originaria di Biržai, una piccola cittadina situata nel nord del Paese, a pochi chilometri dalla Lettonia. Qui si producono birre rustiche, fermentate con luppolo e malto locali, oltre a  ceppi di lievito propri, poco filtrate o non filtrate, che hanno tutto il sapore della campagna.

Leggi il reportage “Lituania. La Collina delle Croci, cattedrale senza pareti” su Latitudeslife.com

AMSTERDAM, DOPO IL MUSEO

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Dopo le cinque di pomeriggio, gli oltre 50 musei di Amsterdam chiudono: niente più Van Gogh, niente più arte contemporanea allo Stedelijk, niente fabbrica della birra Heineken, niente museo della tortura, della Navigazione, della Resistenza, delle cere, e nemmeno quello della Canapa, Marijuana e Hashish. E non importa se si è appena entrati o se c’era una coda lunghissima o se il tempo era poco e si è fatto tardi. Chiudono.

Quindi tanto vale organizzarsi per tempo e andare a fare una breve parentesi di shopping (i negozi si spengono alle 18), inforcare una bici e gironzolare lungo i canali fino ad arrivare al bancone di un bar.

Non lontano dalla stazione centrale e dalla Casa di Anna Frank, si trova il Tales and Spirits, secondo molti uno dei migliori bar d’Europa. In questo accogliente edificio in mattoncini con caldi interni in legno e candelabri in stile vintage, si servono coloratissimi cocktail fruttati dentro a tazze, bicchieri strani e addirittura barattoli di vetro. Per accompagnare i drink, poi, si può scegliere tra una lunga lista di piatti freddi e caldi da ristorante gourmet. Locale giovane e informale, perfetto per iniziare a scoprire Amsterdam by night.

Leggi il reportage “Amsterdam. Caccia al tesoro per la città” su Latitudeslife.com

FUORILUOGO SLOVENIA: E INFINE PIRANO

Slovenia: Pirano, la ciliegina sulla torta

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In cima a una lingua di terra sospesa tra Italia e Croazia, si trova Pirano, un piccolo gioiello che dà il benvenuto a chi arriva in Slovenia passando dalla costa. Sta laggiù, sulla punta, con le sue case dai colori sgargianti, pieni di contrasti. Sembra una cartolina. Oltre gli alberi delle barche parcheggiate nel porticciolo sul versante orientale della penisola, inizia il borgo: una ragnatela di stradine e viottoli, dove perdersi senza meta tra piazze nascoste, case private, ristoranti di pesce profumati di mare. E il mare, poi, sbuca dietro a un angolo, all’improvviso. All’estremità del paese si apre uno slargo con una piccola chiesa in pietra chiara, e il faro, che sembra parte della stessa struttura. Tra la strada e l’acqua, incontriamo giovani scultori che lasciano il loro segno artistico sugli scogli: una bocca, un’onda, un viso aggraziato. Tutto intorno, la gente prende il sole alla bell’e meglio, su un lettino portato da casa, seduti su una pietra, sdraiati sull’asciugamano appoggiato sul cemento. Per trovare un po’ di frescura e una splendida vista sui tetti di Pirano e sulla costa, occorre tornare nel groviglio di stradine e cercare le indicazioni per la chiesa di San Giorgio, un luogo di pace che vale la scarpinata. Si trova sopra la città, infatti, proiettata sull’Adriatico e circondata da silenzio. Sotto, la vita continua, ma noi ce ne stiamo un po’ qui.

 

Slovenia: tu lasciala parlare

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La piazza centrale di Pirano è dedicata a Giuseppe Tartini, il celebre compositore e violinista che nacque qui alla fine del 1600, quando la cittadina faceva parte della Repubblica di Venezia. A ricordarlo, oltre alla statua in bronzo che lo ritrae con la sua nobile parrucca in testa e il violino in mano, ogni estate i piranesi organizzano un festival di musica classica in suo onore. In questa piazza a mosaico colorato, si trova anche la casa natale del musicista, aperta alle visite e location per altri concerti che si tengono durante l’anno. Di fronte alla statua di Tartini, si trova una casa in stile gotico dalla facciata rosso acceso, con le decorazioni alle finestre e le balaustre bianche. È la Casa Veneziana, un palazzetto ad angolo, dalla storia divertente. Tra le due finestre dell’edificio, un leone in bassorilievo tiene tra le fauci un nastro con la scritta “lassa pur dir”, lascia parlare. Lo ha fatto scrivere un ricco mercante veneziano, che si innamorò di una bella fanciulla di Pirano, sollevando un ronzare di pettegolezzi che turbarono la giovane fortunata. Lui, allora, le fece costruire questo palazzetto e liquidò i vicini chiacchierono con un chiaro messaggio pacifista.

FUORILUOGO SLOVENIA: BENESSERE DI SALE

Slovenia: specchi d’acqua e sale a Sicciole

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Continuiamo il nostro itinerario alla scoperta della Slovenia occidentale con un altro tipo di natura, questa volta in riva al mare. Sono i 700 ettari del Parco naturale delle saline di Sicciole, un golfo d’acqua immobile, habitat perfetto per gabbiani e tante altre specie di uccelli. Nel Medioevo questa zona era completamente disseminata di argini, vasche e canali che ogni primavera entravano in piena attività, quando i salinai si trasferivano qui con le loro famiglie e lavoravano per tutta l’estate. Oggi le saline attive sono solo una piccola parte, intorno al museo del parco, dove si possono scoprire i segreti e la storia di questo lavoro così difficile, che porta il sapore sulle nostre tavole. Si produce ancora il sale a mano, con le tecniche di una volta, facendo passare l’acqua all’interno di una serie di vasche da cui i salinai raccolgono cristalli di iodio bianchissimo. Oltre il torrente Valderniga, invece, il resto del golfo è lasciato ai Martin Pescatore, ai fraticelli, alle sterne, ai fischioni e ai germani reali. Le case in pietra grigia sono abbandonate e semi-diroccate, e la vegetazione abbraccia sempre di più queste ex piscine di sale.

 

Slovenia: benessere e relax dentro le saline

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Sapevo che da quest’anno, all’interno delle saline di Sicciole, c’è una nuovissima thalasso spa che utilizza i sali, l’acqua e i fanghi provenienti dal parco naturale in cui si trova. Avevo anche visto le foto, ma sono rimasta davvero stupita quando sono entrata qui. Che poi non si entra, visto che è all’aperto. Si chiama Lepa Vida, ed è un centro benessere a tutti gli effetti, affacciato sulle vasche salifere e costruito interamente in legno grezzo, per ridurre l’impatto sul territorio. Una manciata di casette che ospitano gli spogliatoi, i bagni, il bar e il centro medico, una grande piscina con acqua di mare e i lettini intorno, altre piscine più piccole, quelle per il percorso kneipp, con dentro i sassolini, un gazebo per i trattamenti, uno per i massaggi, una zona con vista mare per i fanghi. Si passeggia da una postazione all’altra su delle passerelle, baciati al sole e asciugati da una piacevole brezza che non smette mai. “Pensavo che ci sarebbe stato caldissimo in piena estate, qui al sole” ci racconta Jana Jurjec, la giovane e simpatica manager della spa, “e invece ogni giorno a metà mattina si alza un venticello che ci accompagna fino a sera”. Fantastico. È aperto solo nella bella stagione, ovviamente, ma nel periodo estivo si può sguazzare in piscina o fare i trattamenti fino al tramonto. Per sfruttare gli effetti benefici del mare, la thalassoterapia utilizza impacchi di fango salino, bagni nell’acqua madre, peeling con il sale e massaggi soft. Il resto lo fa il contesto, quel mix di profumo di mare, tepore di sole e rumore di onde (poco importa se sono vere o se è il ricambio dell’acqua della piscina), vento e sole sul corpo, che rilassano il cervello e lasciano la pelle morbidissima.

FUORILUOGO SLOVENIA: LE GROTTE DEL CARSO

Slovenia: grotte di Postumia, città sotterranea per turisti

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A 50 km da Ljubljana si trovano le grotte di Postumia, le più famose in Slovenia. Un mondo sotterraneo fatto di stanze enormi, cattedrali da cui spuntano colonne di roccia lucida, lampadari d’acqua pietrificata da milioni di anni, affascinanti stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Con 21 km di cavità sotterranee e concrezioni calcaree, Postumia è la più grande grotta di Carso classico in Europa e un’importante meta turistica che accoglie visitatori da tutto il mondo. Forse troppi. Dal 1819, anno in cui le grotte hanno aperto una piccola parte al pubblico, sono passate di qui 35 milioni di persone, 70 milioni di piedi e mani che hanno violato questo santuario nascosto nella montagna. Si entra con un trenino elettrico e si continua a piedi, in fila indiana, su un sentiero in cemento antiscivolo con ringhiere di metallo e illuminazione artificiale. Si segue la guida e la carovana di turisti dietro. Non si possono fare foto e non bisogna toccare, ma molta gente ha grosse difficoltà a resistere alle tentazioni, e cede. In questo museo sotterraneo dal clima umido e freddo, si attraversano la Sala Gotica, la Sala da Ballo, dove si tengono manifestazioni, spettacoli musicali e persino matrimoni di lusso, il Grande Monte, detto anche Calvario, la sala degli Spaghetti, quella Bianca, quella Rossa e infine la Galleria del Brillante, dove si trova la colonna più famosa, diventata il simbolo delle grotte. Prima di riprendere il trenino del ritorno, poi, si arriva a un acquario, dove si può sgomitare per ammirare qualche esemplare di Proteo, un animaletto simile a una lucertola che vive nelle grotte ed è in grado di sopravvivere fino a 12 anni a digiuno. È la mascotte di Postumia, amatissima dai bambini e acquistabile anche in versione peluche, prima di tornare a casa. Insomma, si arriva alla fine delle grotte con gli occhi pieni di bellezza, ma un po’ tristi per questa natura così sacrificata alle logiche del turismo.

 

Slovenia: Predjama, un castello tra le rocce

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Ad appena 10 km dalle grotte di Postumia si trova il castello di Predjama, una dimora medievale letteralmente aggrappata al fianco di una montagna. Forse hanno sbagliato le misure e hanno fatto i muri troppo in là, forse vi abitava una signora così incontentabile e capricciosa che fece costruire nuove stanze, nuove ale, fino a raggiungere la roccia, o magari erano a corto di soldi e volevano risparmiare sui muri. Una volta la gente del luogo diceva che in questo modo il castello era al riparo da pioggia e neve, e quasi non aveva bisogno di tetto. Fatto sta, che dalla bocca di una grotta carsica sbuca una fortezza imponente e austera, che in una giornata di nebbia deve mettere una discreta paura. La abitava il coraggioso cavalier brigante Erasmo, un delinquente di alto livello, che si divertiva a rubare in giro per l’impero, e poi correva a rifugiarsi qui. E anche quando le truppe dell’imperatore Federico II assediarono il castello per fermare le sue scorribande, lui riuscì a sopravvivere felice per un anno e un giorno, grazie ai rifornimenti che faceva arrivare dal villaggio di Vipacco, cui si accede attraverso un cunicolo e un fiume collegati alle stanze della fortezza. Così ben protetto tra le sue mura, Erasmo da Predjama era praticamente imprendibile, ma i suoi nemici erano così determinati ad eliminarlo, che gli fecero fare una fine davvero antipatica. Corruppero un servo, che espose una bandiera quando Erasmo era alla toilette, dando il via libera per colpirlo con una palla di cannone, proprio mentre aveva i pantaloni abbassati.

 

Slovenia: grotte di San Canziano, arte naturale

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Un po’ più a sud rispetto alle grotte di Postumia, la maestosità del Carso ha formato un’altra meraviglia naturale, custodita all’interno del Parco Škocjanske jame, 400 ettari di verde protetto dall’Unesco e situato vicino a Divača. Nascoste sotto la montagna, ci sono le affascinanti grotte di Škocjan, un intricato sistema di cunicoli scavati dal fiume Raka (che significa fiume) chissà quanto tempo fa, e poi lasciati millenni e millenni a lavorare al buio. Ci vuole un sacco di tempo e goccioline d’acqua per formare le stalattiti e le salagmiti che abbelliscono le pareti di queste stanze da sogno. Più piccole e meno popolari rispetto a quelle di Postumia, le grotte sono un paradiso nascosto, un groviglio di spazi immensi aperti dentro la terra, fino all’attuale letto del fiume. La prima parte è tutta al silenzio, i passi rimbombano nell’aria e la voce della guida risuona forte e chiara in questo canyon sotterraneo. Poi, ad un certo punto, tutti zitti, lo scroscio del Reka, che passa di sotto, trasforma ogni suono, lo ammorbidisce, lo copre e accompagna la seconda parte del tunnel.

Per visitare il parco, si può scegliere se intrufolarsi solo nelle grotte, con una visita guidata di circa due ore, oppure se accoppiare il viaggio al centro della terra a una passeggiata in superficie. L’itinerario esterno, che si può percorrere da soli o con una guida, si snoda attorno alle valli di crollo Velika dolina e Mala dolina, attraverso un incredibile ponte naturale appena prima del punto in cui il fiume si tuffa nella montagna e nei pittoreschi villaggi di Betanja, Škocjan e Matavun. Un sentiero che si snoda tra questo grande agglomerato di roccia bianca e gallerie ipogee circondate dal verde, con laghetti, cascate e altre piccole cavità da esplorare.