INDIA, GUJARAT, LA FESTA DEGLI AQUILONI

Children fly kites during an international kite festival in Cartagena

Ogni anno il cielo del Gujarat si colora di mille aquiloni, che volteggiano nell’aria mossi dal vento e dalle mani di adulti e bambini. È la festa di Makar Sankranti, tra le più famose e scenografiche indiane e una delle poche con una data fissa, il 14 gennaio, quando si celebra l’inizio della primavera. Per iniziare questo periodo di sole, caldo e prosperità, ci si scambiano regali e si fanno volare i patang baazi, gli aquiloni.

Grandi, piccoli, colorati e dalle mille forme, i patang sono un’istituzione in India: simbolicamente intermediari tra cielo e terra, tra il mondo concreto e quello dei desideri, sono una vera e propria forma d’arte, oltre che una passione popolare. Si sale sui tetti o si scende nei cortili, si aspetta una bava di vento per lanciare il bolide variopinto e si inizia a correre, srotolando il filo a poco a poco.

In occasione del Makar Sankranti, ad Ahmedabad viene organizzata una vera e propria gara internazionale, dove vince chi resiste più a lungo con le braccia in aria e l’aquilone volteggiante. Il gioco consiste nel tagliare il filo agli avversari e mantenere in alto i propri patang il più possibile. Per renderlo più competitivo, il filo viene preparato con una pasta chiamata munja, preparata con polvere di vetro, colla, fili di metallo o semplicemente di cotone, che lo trasformano in una lama affilata e resistente.

Per alcune ore la città resta con il naso all’insù ad ammirare la coreografia di linee e punti che disegnano l’azzurro.

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INDIA, GUJARAT: IL LEONE DEL GIR E LA SUA CASA

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Terra di commercio, antichi templi e natura selvaggia, il Gujarat è uno stato tra i più floridi e meno conosciuti dell’India, dove antiche tradizioni sono affiancate dall’avanzare impetuoso di una frenetica modernità. Patria del grande Mahatma Gandhi, questa regione al confine con il Pakistan, piccola penisola a ovest della penisola indiana, è un agglomerato di monumenti strepitosi che si stagliano in una ruralità pacata, un intreccio di villaggi dove convivono etnie tribali e nomadi, popolazioni di fede hindu e jainista, mussulmani e cristiani.

Sulla costa, una manciata di porti commerciali ha accolto secoli di ricchezze, lavoro, e soprattutto popoli che hanno costruito una storia, da leggere in un lungo susseguirsi di siti d’interesse religioso e culturale.

Oltre ai simboli del passato e a bianche spiagge che guardano l’oceano, a rendere attraente questa regione ci sono le foreste e i parchi naturali, meta privilegiata per gli amanti del safari.

Ciò che rende il Gujarat famoso in tutto il mondo, infatti, è il leone asiatico (Panthera leo persica), un affascinante quanto raro animale originario di questa regione, classificato tra le specie più minacciate del mondo, i cui ultimi esemplari si trovano nel Gir Forest National Park, una riserva naturale situata nella parte meridionale della regione. Con le sue colline rocciose, i tanti fiumi circondati da macchie di fitta vegetazione e le vaste praterie, il parco è una delle più importanti aree protette in Asia, e l’unico luogo dove si può ammirare il leone asiatico.

Tra gli altri animali che abitano questa oasi protetta, altri due sono registrati nel Libro Rosso dello IUCN delle specie in pericolo di estinzione. Si tratta del leopardo (Panthera pardus) e del coccodrillo di palude (Crocodylus palustris palustris), che sopravvive con alcuni esemplari nelle acque di un grande bacino presente nella zona centrale della riserva.

Ma è il leone ad attirare nella foresta del Gir un turismo in continua crescita, con un indotto economico e occupazionale di grande interesse. Dai tanti hotel, dai lodge e dai campi tendati partono ogni giorno processioni di fuoristrada per addentrarsi lungo i sentieri del parco, tra foreste aride di teak e di acacie, laghi, corsi d’acqua, radure e savane, nella speranza di avvistare il padrone della foresta.

Non basta una giornata per vederlo: occorre pazienza per ammirare questo nobile predatore, magari sorprendendolo mentre caccia un cervo pomellato, quando riposa all’ombra di un albero o quando beve intorno a una pozza, chissà dove nel parco.

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