IRRESISTIBILE BRASILE

Paradisi tropicali, foreste pluviali, musica e feste vivaci dai mille colori ma anche tanta cultura: con 18 beni storici, architettonici e paesaggistici, il Brasile spicca nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO.

A pochi anni dalle Olimpiadi 2016, il Brasile si conferma un Paese interessante anche da un punto di vista culturale.

Aree naturali protette come le cascate dell’Iguaçu, il Pantanàl e le isole atlantiche di Fernando de Noronha e Atol das Rocas, luoghi avvolti da un aura di rispetto come le rovine della missione gesuita del Guaranì e ben sette importanti città brasiliane sono tra le bellezze considerate testimonianze uniche e irripetibili della storia, della cultura e dell’arte mondiale.

Il riconoscimento che desta più scalpore è Brasilia, capitale federale e unica città moderna riconosciuta“Patrimonio dell’Umanità”, è il miglior esempio di città pianificata del Novecento. Fortemente voluta dal Presidente Juscelino Kubitschek, la metropoli è statacostruita in soli 41 mesi nel disabitato altopiano centrale brasiliano ed è stata inaugurata nell’aprile 1960.

Anche se giovanissimi, ormai monumenti come la cattedrale di Nossa Senhora Aparecida, il complesso del Congresso Nazionale, il ponte JK sul Lago Paranoà, il Parlamento e la Torre della Televisione si sono aggiunti alle icone che identificano il Brasile nel mondo.

Continua a leggere l’articolo su Latitudeslife.com

AUSTRALIA A PIEDI: 60KM NELLA NATURA

In queste fredde giornate invernali, la tentazione di pianificare le vacanze per la prossima primavera diventa irresistibile. Tra le proposte più interessanti, spicca il tour avventura lungo il Jatbula Trail, un percorso di circa 60 km nella natura più selvaggia del nord Australia.

Dalla città di Katherine Gorge alle cascate di Edith Falls, il percorso segue un antico sentiero Jawoyn, comunità indigena del Northern Territory, che attraversa il Nitmiluk National Park, passando per foreste tropicali, piscine naturali e attraverso siti di arte rupestre aborigena.

Anthem Land è una vasta regione ancora incontaminata nel Top End del Northern Territory, e intraprendere il Jatbula Trail è un ottimo modo per esplorarla,  e trascorrere sei giorni a contatto con la natura più autentica e lontano dalla modernità e dal caos quotidiano.

Continua a leggere l’articolo su Latitudeslife.com

AUSTRALIA: IL 2012 E’ A DARWIN

Stile di vita rilassato, vibrante vita notturna, vicinanza ai parchi naturali: questo e altro fanno di Darwin una delle 10 città al mondo da visitare nel 2012, secondo Lonely Planet.

Moderna e multiculturale, la capitale del Northern Territory è l’unica destinazione in Australia ad essere stata inserita nella top 10 dell’edizione Best in Travel 2011, insieme a Londra, Muscat, Bangalore, Cadice, Stoccolma, Guimarães, Santiago, Hong Kong e Orlando.

Abitata da molte comunità aborigene, Darwin ha un fascino etnico tutto particolare: i numerosi bar, ristoranti, negozi e mercati sulla spiaggia offrono una miscela di cibi asiatici, arte aborigena, fiori profumati e frutti tropicali.

 

Continua a leggere l’articolo su Latitudeslife.com

WORKSHOP A MILANO: GIORNALISTI DI VIAGGIO SI DIVENTA

Chi ama viaggiare e soprattutto, ama raccontare giornalisticamente ciò che vede, drizzi le orecchie. Due reporter di successo sono pronti a raccontare il proprio mestiere in un workshop dedicato ad approfondire il mondo del  fotogiornalismo.

Il 21 e 22 Gennaio a Milano, gli inviati speciali del Corriere della Sera Ettore Mo e Luigi Baldelli condivideranno la loro esperienza per un workshop di due giorni pieno di spunti.

Il primo con il taccuino e il secondo con la macchina fotografica, i docenti di eccezione del workshop rappresentano ilbinomio fondamentale del reportage: il giornalista e il fotografo. Da oltre 15 anni, vanno in giro per il mondo araccontare insieme una storia, ognuno con i propri strumenti di lavoro. Ci vogliono passione, affiatamento, preparazione, fiuto e perseveranza per raccontare in tandem una buona storia.

Dopo due lunghe e movimentate carriere rincorrendo le più importanti notizie su e giù per il mondo, dal 1995 Ettore Mo e Luigi Baldelli lavorano insieme e hanno raccontato più di 100 reportage per il Corriere della Sera. India, Afghanistan, Albania, Africa sono solo alcuni dei luoghi che hanno conosciuto:  storie di guerra, di rivolta, di diritti umani violati, di conflitti sociali.

Prezzo: 300 euro. Per prenotazioni contattare [email protected]


Continua a leggere l’articolo su Latitudeslife.com

5 MOTIVI PER NON ANDARE A LONDRA

Metropoli multietnica e melting pot d’Europa, Londra è sicuramente piena di cose da vedere, non c’è dubbio. Famosa per lo shopping, i taxi neri e i bus rossi a due piani, la musica punk e il design più all’avanguardia, la capitale del Regno Unito ha anche i suoi lati negativi. Ecco cinque motivi per non sceglierla come meta delle vostre prossime vacanze.

1 – I musei chiudono presto

Una delle prime ragioni che spingono tutti gli amanti dell’arte ad andare a Londra, è che la maggior parte dei musei ha ingresso libero. Opere come il vaso di girasoli di Van Gogh, la natività mistica di Botticelli e La Vergine delle Rocce di Da Vinci sono esposte gratuitamente nel centro della città. Sì, ma i musei sono aperti solo dalle dieci di mattina alle sei di pomeriggio e, essendo tutti lontani l’uno dall’altro, è impossibile vederne più di due al giorno.

2 – La città è bloccata dal traffico

Se avete intenzione di muovervi con i mezzi di superficie per godervi anche un po’ di panorama dall’alto dei caratteristici autobus rossi, rinunciate ad ogni proposito di puntualità. La mattina come la sera, all’ora di punta o in pausa pranzo, file di auto bloccano le stradine strette della metropoli british. È per questo motivo che risulta davvero difficile stare ai rigidi orari di chiusura dei musei. Ci si ritrova, invece, a trascorrere la maggior parte del poco tempo che si ha a disposizione, in coda. Già, perché con il clima birichino che c’è da quelle parti, gli inglesi non usano i motorini: in compenso, ci sono molte auto e il traffico è inevitabile. Anche prendere la metropolitana non è sempre facile: con l’intensificazione dei cantieri per le olimpiadi del prossimo anno, ogni weekend alcune linee – come la Bakerloo, la Metropolitan o la Circe – sono chiuse, costringendo chi vuole spostarsi a immergersi nel traffico overground.

3 – Niente ristoranti dopo le dieci

Se andate in giro per la città intorno alle cinque di pomeriggio, vi stupirete di quanto i pub sono affollati. Gli inglesi, infatti, sono abituati ad uscire dal lavoro presto e appollaiarsi nel primo locale per tracannare litri e litri di birra. Certo, abituati come sono, uomini e donne british reggono tantissimo l’alcol. Resta il fatto che, insieme alle bevute, anche l’orario della cena è anticipato: gli inglesi mangiano prestissimo. In realtà, mangiano per tutto il giorno, ma è un altro discorso. La cena inizia già alle sei, e guai ad arrivare al ristorante dopo le dieci: i camerieri vi guarderanno malissimo e non vi faranno entrare, perché alle 10.30 chiudono il locale e vanno a casa. Se provate in un pub, avete tempo fino alle undici, forse, oppure sarete costretti ad accontentarvi di un fast food.

4 – Si mangia male

A proposito di cibo: sapete qual è il piatto tipico inglese? Fish and chips, cioè pesce e patatine fritti in un bagno d’olio: un risultato pesantissimo, anche per chi ha lo stomaco di ferro. Le altre specialità sono il roast beef con le verdure cotte nel burro e praticamente basta, se escludete il pudding, la versione malriuscita del budino della nonna. Dimenticavo il porrige, una pappa di latte e fiocchi d’avena, cui si aggiungono marmellata, miele, frutta secca, cioccolato e altri dolci per darle un po’ di sapore. Come in ogni grande città, anche a Londra si trovano ristoranti di ogni tipo, ma a molti viaggiatori piace gustare tutto quello che c’è di caratteristico in un posto, compreso il cibo tradizionale.

5 – La sterlina è cara

Se avete intenzione di fare affari con lo shopping sfrenato, scordatevelo. O almeno, fate molta attenzione a non lasciarvi confondere dai prezzi. La sterlina confonde, e il cambio sfavorevole è sempre in agguato… voi siete convinti di pagare 50, ma in realtà sono 60€, e così via, vi lasciate trasportare dalla frenesia di quei mille negozi del centro, e spendete di più. Per spendere meno, c’è chi va nei grandi magazzini come l’affollatissimo Primark in Oxford street, che vende prodotti di ogni genere – tutti abbastanza scadenti – a prezzi stracciati, oppure nei mercatini all’aperto come quelli di Brick Lane e Camden Town. Tra le fitte file di bancarelle tutte uguali, chi è bravo a contrattare riesce a portarsi via vestitini e magliette a poco prezzo, ma i venditori sono duri da vincere e basta chiedere il prezzo una volta per essere inseguiti finché non si cede all’acquisto, esasperati. Poi ci sono i negozi vintage, che va tanto di moda a Londra: praticamente sono cantine piene di vestiti usati e impregnati di naftalina, che invece di costare poco, hanno prezzi smodati rispetto alla loro qualità.

Vi ho convinti? Scoprite i 5 motivi per andare a Londra, su Latitudeslife.com