LONDON MARKETS

Appuntamento fisso dei miei weekend londinesi erano i grandi e divertenti mercati cittadini, entusiasmanti bazar dove sbizzarrirsi in uno shopping senza limiti, tra vestitini dal gusto retrò, collanine e street food.

Camden Town

london-camden-town-marketA Camden Town si fanno le spese più pazze. Da un lato sta il Camden Market, un agglomerato di banchetti dove i prezzi di collanine e tshirts vanno contrattati. Dall’altro lato, si trova lo Stable Market, il trionfo dell’eccesso, tra vestiti punk e banchi di street food.

Brick Lane

london-brick-lane-market-2La domenica è il giorno del mercato di Brick Lane. Vintage, artigianato, abbigliamento con fantasie strampalate e street food  si mescolano in un grande parco giochi per adulti.

Portobello Market

london-portobello-marketOgni sabato mattina Portobello Street diventa un grande negozio di antiquariato. Si può trovare di tutto, a partire da vestiti e accessori retrò, per arrivare fino a mobili antichi, porcellane e vecchie stampe.

Borough Market

london-borough-market-2Borough Market è il mercato gastronomico più fornito di Londra, dove si può comprare frutta, verdura, formaggi, salumi, dolci e tanto altro. Ogni sabato mattina, chi ama lo street food viene qui per mangiare piatti provenienti da ogni dove.

Covent Garden

london-covent-garden-marketA Covent Garden si trova un elegante mercato coperto, famoso per l’artigianato e per i tanti artisti di strada che rallegrano i weekend con i loro spettacoli da circo.

LONDRA, VINTAGE MANIA

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Negozi dell’usato stipati di borse, cinture, vestiti e addirittura scarpe che sembrano appena riesumate dall’armadio della nonna o della zia: Londra è la patria del vintage, la moda del “già messo”, una colorata serie di capi che passa di mano in mano per pochi spiccioli.

Dal mercato di Portobello road, dove si trovano anche oggetti di arredamento e ninnoli di ogni tipo, ai grandi negozi di Brick Lane e ai Charity shop sparsi per la città, odore di canfora e naftalina accompagnano lo shopping di chi cerca un look creativo.

vintage-london-3È tipico di chi passa per Londra lasciarsi contagiare dall’atmosfera alternativa e variare il proprio guardaroba con alcuni pezzi “old style”, a cominciare dagli occhiali con le montature più strane, per arrivare ai bauletti in pelle un po’ rovinata e ai cappelli a bombetta, a tesa larga, di paglia. Chi inizia ad abituarsi all’idea di mettere qualcosa che è già stato di qualcun altro, e si fida della propria lavatrice, può passare alle camicione a quadri o a fiori, da abbinare con maglioni maxi, jeans scoloriti sulle ginocchia e foulard variopinti. Qualche bracciale in argento e in plastica, una macchina fotografica analogica d’altri tempi al collo e il passaggio allo stile british è completo.

 

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MUSICA LIVE NELLA TUBE DI LONDRA

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Camminando per le strade di Londra si incontrano decine di artisti di strada di alto livello, che rallegrano la vita cittadina con un piacevole sottofondo. Fieri del loro mestiere e del loro pubblico in movimento, ballerini, comici, prestigiatori, cantanti e chitarristi popolano le stazioni della metropolitana, le piazze, gli angoli tra le vie dello shopping e i mercati cittadini.

A busker at London's Tottenham Court Road underground stationSogno dei musicisti più avventurieri e dei rockettari in cerca di popolarità, suonare nella Tube di Londra non è cosa da tutti e la qualità delle performance cui si può assistere in giro per la città non è casuale. Nessuno vieta a un chitarrista provetto di strimpellare su una panchina o a un aspirante pop star di canticchiare al parco, ma per esibirsi regolarmente occorre passare un’audizione.  La Transport for London seleziona gli artisti che eseguiranno la colonna sonora quotidiana delle varie postazioni, rilasciando permessi secondo il London Underground Busker Scheme, un programma che garantisce ai londinesi oltre 100mila ore di musica live l’anno.

Oltre a regalare attimi di spleen a chi si sposta frettolosamente da una linea metropolitana all’altra e a racimolare qualche penny, gli artisti di strada si esibiscono perché amano farlo e nello stesso tempo investono sul loro futuro. Non si sa mai che qualche talent scout li noti.

Questo per quanto riguarda soprattutto i musicisti. Per le altre tipologie di artisti, vetrine interessanti sono Covent Garden, mercato coperto patria delle esibizioni e Trafalgar Square, la piazza che ogni weekend si trasforma in un enorme palcoscenico.

Articolo pubblicato nell’edizione iPad di Latitudes di aprile

10 COSE DA NON PERDERE A LONDRA

Ho vissuto a Londra per sei mesi, ormai due anni fa. Amata e odiata secondo le giornate, questa metropoli mi ha dato molto, dalla gioia di un pomeriggio al parco con nuove amicizie all’indipendenza, dall’ambizione professionale alla sensazione di vivere al centro del mondo. Ogni tanto, ma sempre di più, ne sento la mancanza. Ecco perché sono stata entusiasta di curare il servizio sui mercati cittadini, scritto da Sergio Pitamiz per Latitudes e corredato con immagini che mi hanno fatto sognare. Nei prossimi giorni pubblicherò i miei approfondimenti sull’argomento, per ora vi scrivo le mie 10 cose da non perdere nella city.

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  1. Scattare una foto al Big Ben dall’altra riva del Tamigi.
  2. Assistere al cambio della guardia a Buckingham Palace.
  3. Passeggiare a Hyde Park e bere un caffè lungo il Serpentine, dare da mangiare agli scoiattoli e poi fare una dichiarazione allo Speaker’s  Corner.
  4. Visitare la National Gallery in Trafalgar Square e la Tate Modern, lungo il Tamigi.
  5. Attraversare il London Bridge, prima che cada, e il futuristico Millennium Bride, la sera.
  6. Gustare un abbondante brunch a base di uova, bacon croccante, fagioli, formaggio e pane tostato, accompagnati da succo di frutta e caffè.
  7. Visitare la Cattedrale di St Paul, dove si è sposata Lady D, e Westminster Abbey, dove si sono sposati Kate Middleton e il principe William.
  8. Entrare da Harrod’s per riempirsi gli occhi, senza mancare una visita nel reparto gastronomia, al piano terra.
  9. Mangiare un piatto di fish and chips in un pub senza pretese, davanti a una pinta di birra.
  10. Guardare Londra dall’alto. Ma non dalla ruota panoramica: meglio da Primrose Hill, nella parte nord di Regent’s Park, la collina più alta della città. Magari raggiungendola seduti al piano superiore di un bus, rigorosamente in prima fila.

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LIGURIA MON AMOUR, FUORI STAGIONE

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Una striscia di costa stretta tra il Golfo dei Poeti e Portofino. Mare pulito, fondale profondo e sabbia scura, a volte sassi, tanti scogli e le montagne subito dietro. Non se lo fila nessuno questo angolo di Liguria.

Deserto in inverno e affollatissimo nei mesi estivi, il Tigullio è una zona che va apprezzata piano, weekend dopo weekend. Solo così si riesce a tagliare quella crosta rigida che protegge e isola tutto quello che è Liguria. Sono le montagne che proteggono dal freddo e dagli invasori, uno scudo che affronta e manda indietro visitatori indesiderati. Strade strette, pochi parcheggi e spiagge minuscole, accompagnate dal carattere sospettoso e brontolone tipico della sua gente. Ma la mezzaluna ligure è bella così, ruvida e difficile come le viene naturale.

Una corona di pinete e olivi arrampicati sulle colline terrazzate contrasta con il blu del mare, un blu scuro che nei giorni di mareggiata prende mille sfumature da quadro impressionista. Ad aggiustare il colpo d’occhio, i colori accesi delle case, gialle, rosse, rosa, verdi, con i contorni delle finestre dipinti e i panni stesi che ondeggiano al vento. Vento che spinge le barche e muove le nuvole, porta vita e riempie i polmoni di sale.

Meteo lunatico, pioggia e sole vanno e vengono come autobus in balia del traffico, e tutti lì ad aspettare il bel tempo. Appena qualche raggio fa capolino, muretti panchine e spiagge si riempiono di amanti della tintarella, come tanti girasoli orientati della giusta direzione.

Sestri Levante, Cavi, Lavagna, Chiavari, Zoagli, Rapallo, Santa Margherita Ligure. Presepi variopinti affacciati sul mare, custodi di una bellezza che dà il meglio di sé nelle limpide giornate fuori stagione, quando il cielo è terso e le strade vuote.

A bordo di un motorino, è bello perdersi tra le stradine strette dell’entroterra, fare a gara con i treni lungo la via Aurelia, la strada che collega queste perle con un accostamento irregolare di linee e curve, dove ogni tornante regala entusiasmanti cartoline da conservare negli occhi. E Portofino sta là, con il suo inconfondibile e rassicurante profilo a fare da sfondo a questo film.

Meta fissa di famiglie benestanti del nord – allo stesso tempo fonte di denaro e incubo di ristoratori baristi e negozianti – con la bella stagione il Tigullio si riempie di bagnanti, che ogni estate vengono qui con in testa i paesaggi di Sardegna e Seychelles, e ne restano delusi. Puntuale come un calendario, arriva poi una massa indistinta di turisti della domenica che, anonimi e chiassosi, invadono spiagge marciapiedi, passeggiata a mare e bar, per poi scappare via a fine giornata. Corridoi di gente, tavolini occupati e spiagge coperte da teli e ombrelloni, agosto non è certo un buon periodo per programmare una vacanza da queste parti. Meglio maggio, giugno e settembre, quando il golfo torna ai ritmi lenti di chi vive qui tutto l’anno.

Un caffè nella splendida Baia del Silenzio di Sestri Levante, baciati dal sole del mattino, il jogging tra Cavi e Lavagna, guardando Portofino, una passeggiata nel carruggio di Chiavari, a guardare le vetrine dei tanti negozi boutique, una boccata di aria pura sulla scogliera di Zoagli, arrampicati in riva al mare, un giro in moto sulle colline di Rapallo, due passi e un bicchiere di vino sulla promenade di Santa Margherita.

Le bellezze naturali della costa si affiancano alle stradine del centro storico, i carruggi lastricati e semi-coperti da portici, dove scovare interessanti negozietti, botteghe, trattorie e gastronomie. Basta attraversare la via giusta per venire attratti dall’inconfondibile profumo di focaccia, orgoglio ligure. Bassa, croccante e bucherellata da morbide fossette di strutto, la focaccia ligure si taglia a strisce e si mangia a tutte le ore del giorno, persino a colazione imbevuta nel cappuccino. Diversa dalla focaccia di Recco, che imbottisce due strati di sottile pasta da pizza con morbido formaggio fresco.

Il pesto, invece, è un’altra arte: verde come il basilico, insaporito da pinoli, olio, formaggio grattugiato e poco aglio, dà il meglio con le troffie, ma sta bene anche con gli gnocchi, nelle lasagne verdi e nel gustoso minestrone di verdure. Semplice come vuole la tradizione, la cucina ligure si apprezza in costosi ed eleganti ristoranti, ma soprattutto nelle tante trattorie senza pretese che si nascondono nei vicoletti più anonimi. Pesce fresco secondo la giornata, polpo con patate, frittelle di baccalà, ripieni di verdure, pansotti con la salsa di noci, torte salate e cima, un piatto povero e sostanzioso che si presenta in fettine ed è ricavato da una tasca di carne ripiena. Tra i dolci, la torta di pinoli e i ghiottissimi canestrelli genovesi, ricoperti da uno strato di zucchero a velo.

Tra gastronomia e natura, tra vita da spiaggia e giri in motorino, la Liguria è un gioiello da indossare con orgoglio. Sono nata da queste parti, ne sono scappata, e solo così ho imparato ad amarla. Atmosfera rilassata, paesaggi e clima che invitano a stare all’aria aperta, è perfetta per rigeneranti pause lontano dal chiasso del mondo e a contatto con le cose semplici.