POLONIA: FORESTA DI BIALOWIEZA, I NOMI DELLE QUERCE

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Il fascino della Foresta di Bialoweza lo danno gli alberi: tanti, fitti e rigogliosi, sono giganti di clorofilla dai tronchi massicci e dai rami altissimi, raramente individuabili nel resto d’Europa. Camminare alla loro ombra evoca storie di valorosi cavalieri, maghi e mostri spaventosi. Con le loro cortecce ruvide e le loro radici spesse, questi spilungoni danno un senso di protezione, di tranquillità. Basta abbracciarli per sentirne l’energia.

In questa foresta Patrimonio dell’Umanità, ogni albero viene monitorato e curato, ha un nome e una storia, come se fosse una persona.  La quercia più grande, per esempio, si chiama Grande Mamamuszi, è alta 34 metri e ha una circonferenza di circa 7 metri. Più alto è Il Re di Nieznanowo, 38 metri e circonferenza di 620 centimetri. Ha un tronco a forma di guglia, ma purtroppo negli ultimi anni non ha fatto tanti germogli. E poi ci sono la Croce del Sud, con la chioma e i rami principali a forma di croce, il Guardiano di Zwierzyniec, tutto piegato verso ovest, la Quercia Barile con il tronco panciuto, vecchio di almeno 450 anni e la Quercia di Jagiello, sotto le cui fronde il re Ladislao II di Polonia sostò prima della Battaglia di Grunwald.

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POLONIA: BIALOWIEZA, I BISONTI NELLA FORESTA

ZUBR  BIALOWIESKI PARK NARODOWY  FOT. MARIUSZ CIESZEWSKI / AGENCJA GAZETAIl Parco Nazionale di Bialowieza, Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1992, è noto in tutto il mondo per i suoi fitti e rigogliosi boschi naturali e per l’allevamento del bisonte europeo. Vive qui, infatti, il più grande branco di bisonti in libertà, che conta 260 capi, introdotti con successo allo stato brado e diventati il simbolo del parco. Sono i mammiferi più grandi in Europa e stavano quasi per estinguersi, ma oggi questo rischio è sfumato.

Il parco protegge una piccola porzione della molto più vasta foresta di Bialowieza, un’antica foresta vergine di circa 1200 chilometri quadrati situata lungo il confine tra Polonia e Bielorussia, e rappresenta tutto ciò che resta della puszcza, l’immenso polmone che migliaia di anni fa copriva tutta l’Europa. Sono raccolte qui una grande varietà di piante come pini, abeti, betulle, querce, tigli, olmi, frassini e aceri, presenti grazie alla favorevole posizione tra la zona boreale e quella temperata. Eccezionalmente ricca, inoltre, è la fauna del parco: vi nidificano 120 specie di uccelli e, oltre al bisonte, si possono incontrare altri mammiferi come l’alce, il castoro, il cinghiale, il lupo, il cervo e i tarpani, i cavalli polacchi.

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COLOMBIA, IL PESCATO IN TAVOLA

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Pesce pescato e arrostito dopo poche ore in riva al mare, aragoste fresche che coccolano il palato, riso e frutta tropicale. La cucina colombiana offre numerose specialità che, sulle isole e nelle zone costiere, portano in tavola le prelibatezze del mare. Pesce, crostacei e frutti di mare così freschi da stuzzicare l’appetito anche quando si è sazi.

Tra i piatti di carne più invitanti che offre la cucina colombiana, ci sono carne suina e bovina, cotte solitamente arrosto o in umido con contorno di fagioli, riso e patate.

Per rinfrescarsi dal caldo dei tropci, poi, c’è la frutta esotica: mango, papaya, avocado, banane, ananas, curuba e lulo. Da bere, la birra nazionale, ghiacciata e leggera, il rum e l’aguardiente, un liquore aromatizzato all’anice. Ma il vero vanto della Colombia è rappresentato dal caffè, uno dei migliori al mondo. Buonissimo, anche da portare a casa come souvenir. Qui non serve agitarsi tanto.

 

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COLOMBIA, I CORALLI DEL ROSARIO

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Il Parco Nazionale di Islas del Rosario, detto anche Corales del Rosario, è formato da una miriade di isole e isolette, come tanti pezzetti di corallo sparpagliati a circa 46 km a sud-ovest della costa caraibica di Catagena de Indias. In tutto sono 27 piccoli sogni di sabbia color polvere, acqua di cristallo, gioielli subacquei e vivace vita marina.

L’intera area protetta è di circa 20 ettari ed è la casa di oltre 1300 specie di animali e piante: uno straordinario e prezioso patrimonio naturale, che lo rendono un paradiso per gli amanti della natura, con escursioni sulla terraferma tra le fitte foreste di mangrovie, ma soprattutto immersioni e snorkeling per ammirare la straordinaria diversità di alghe, spugne, coralli, crostacei, pesci che si muovono intorno alla barriera corallina e nelle lagune interne. Le isole più grandi dell’arcipelago sono Isla Grande e Isla del Rosario e si raggiungono in poco più di un’ora di barca da Cartagena, attraversando la baia, attraverso lo stretto di Bocachica e passando tra la Bateria de San Josè e il fuerte San Fernando, con il vento in faccia e sole che scotta la testa.

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SICILIA: TREKKING TRA I VULCANI

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Un viaggio itinerante di 8 giorni alla scoperta dei vulcani delle Isole Lipari e della Sicilia, con partenza e arrivo a Catania. In mezzo, un’escursione al giorno: prima sul cratere di Vulcano con sonnellino finale su una spiaggia nera di lava, poi sul versante sud di Lipari, una passeggiata al tramonto verso la “Sciara del fuoco”, una gita sulla cima dello Stromboli con guida vulcanologica per assistere in notturna alle incredibili esplosioni di lava, visita dei crateri dell’Etna e della Valle del Bove. Con Suend, volo da Milano il 19/10, rientro il 26/10 e sistemazione in hotel a tre stelle in trattamento di mezza pensione. Costo: a partire da 1.250 euro a persona