ERITREA A TAVOLA: VIVA LA SCARPETTA

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Frutto di un’armonica combinazione di sapori forti come la terra da cui provengono, la cucina eritrea non prevede una successione di pietanze. Tradizionalmente si mangia in un unico piatto, che ha come fondo la inijera, il tipico pane di farina di teff, lievitato ma sottilissimo, che fa letteralmente da base a tutti i pasti. Sopra, vengono adagiati legumi e carni nelle loro salsine speziate, che si impregnano nella sfoglia e si mangiano con le mani, facendo una “scarpetta” continua.

Il piatto forse più conosciuto è lo zighinì, uno stufato di carne accompagnato da verdure e guarnito dalla piccantissima salsa berberè, una miscela di spezie, tra cui peperoncino, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, pimento, pepe lungo, aglio e cipolla abbrustoliti, che insaporisce con il suo gusto inconfondibile tutte le pietanze della cucina eritrea. A fianco alla carne possono trovarsi lo scirò, una farinata di ceci cotta in un soffritto di cipolle e pomodoro, il tuntumo, lenticchie in umido, il bamia, verdure verdi simili ai nostri spinaci e l’aggià, grano pestato con pomodoro e curry.

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INDONESIA IN CUCINA: RISO, SPEZIE E MOLTO ALTRO

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La cucina indonesiana è una delle più famose di tutto il continente asiatico. Ingredienti semplici e gusti delicati, accostamenti frutto delle mille contaminazioni di questa terra frammentata e abitata da una moltitudine di gruppi etnici. Ogni isola ha le sue specialità, e la parola d’ordine è provare.

Alimento base è il riso, detto nasi, che viene accompagnato da ogni tipo di condimento, piccante, speziato, agrodolce. Il piatto nazionale è il nasi goreng, ovvero riso bollito, passato in padella con verdure, carne di manzo o di pollo, pesce (gamberetti o granchio) e uova. Altri piatti della tradizione sono il nasi campur, riso condito con verdura, spezie e crostacei, il gado gado, un’insalata accompagnata con snack di gamberetti e condita con salsa di arachidi, e i sate, spiedini con salsa di arachidi piccante.

Tipici dell’isola di Giava sono il pollo fritto, ayam goreng, che prima viene fatto bollire con spezie e crema di cocco, il gudeg, che consiste nei frutti dell’albero del pane bolliti in crema di cocco e spezie serviti con pelle di bufalo bollita in salsa di peperoncino, pezzi di pollo, uova e sugo di carne. E poi il pesce, carpe alla griglia, gamberi, calamari al barbecue e insalata con salsa di gamberi e peperoncino.

È con lo street food dei banchetti nei mercati o sul lungomare che si fanno le esperienze culinarie più genuine: impossibile resistere a banane fritte cucinate sul momento. Tra i dolci, poi, va assaggiato l’es buah, uno strano misto di macedonia, cubetti di gelatina di frutta, sciroppo, riso soffiato e latte condensato.

Non dimentichiamo la frutta: mango, ananas, papaya, lychees rinfrescano il palato e cancellano l’effetto delle salse più piccanti.

Leggi il reportage “Indonesia. Coriandoli multicolori” su Latitudeslife.com

OSLO, NON E’ UN PAESE PER VEGETARIANI

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La cucina norvegese è conosciuta in tutto il mondo per i suoi piatti a base di pesce e per le specialità di mare: è quasi d’obbligo mangiare il celebre salmone, affumicato o alla griglia, e poi il merluzzo, il pesce gatto, le aringhe, i molluschi e i gamberetti, cotti o crudi, appena pescati. In certi periodi dell’anno alcuni ristoranti servono anche carne di balena, marinata o arrosto, anche se non tutti si azzardano ad assaggiarla.

Non dimentichiamo i piatti di carne, stufata, arrostita, grigliata, servita in carpaccio: si trova di alce, renna e cervo, il cui sapore già forte è attenuato da una salsina preparata con la panna acida. Degna di nota anche la carne essiccata, che a Oslo prende la forma di prosciutto o salsicce, accompagnata magari dal buonissimo geitost, formaggio dolce a base di latte vaccino e caprino. Il tutto servito con abbondanti fette di pane nero e innaffiato dalla birra locale.

Se siete affamati e non volete sbagliare, nelle zone del Kvadraturen, di Aker Brygge e di Holmenkollen c’è una buona concentrazione di ristoranti, come anche vicino al porto.

 

Leggi il reportage “Oslo. Un museo a regola d’arte” su Latitudeslife

COLOMBIA, IL PESCATO IN TAVOLA

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Pesce pescato e arrostito dopo poche ore in riva al mare, aragoste fresche che coccolano il palato, riso e frutta tropicale. La cucina colombiana offre numerose specialità che, sulle isole e nelle zone costiere, portano in tavola le prelibatezze del mare. Pesce, crostacei e frutti di mare così freschi da stuzzicare l’appetito anche quando si è sazi.

Tra i piatti di carne più invitanti che offre la cucina colombiana, ci sono carne suina e bovina, cotte solitamente arrosto o in umido con contorno di fagioli, riso e patate.

Per rinfrescarsi dal caldo dei tropci, poi, c’è la frutta esotica: mango, papaya, avocado, banane, ananas, curuba e lulo. Da bere, la birra nazionale, ghiacciata e leggera, il rum e l’aguardiente, un liquore aromatizzato all’anice. Ma il vero vanto della Colombia è rappresentato dal caffè, uno dei migliori al mondo. Buonissimo, anche da portare a casa come souvenir. Qui non serve agitarsi tanto.

 

Leggi il reportage “Fuga in un’isola deserta? Al largo di Islas del Rosario” su Latitudeslife

GREEN LASAGNE

Here’s one of my favourite dishes, delicious and perfect for a dinner with hungry friends. The original recipe is typical of my hometown – my grandma’s makes superb lasagne with freshly homemade green pesto – and this is an easier version for dummies like me.

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What you need

A 500g box of pasta lasagna
Pesto sauce (160-200g)
3-4 mozzarella cheese
Grated parmesan cheese
A glass of milk
Extra virgin olive oil

 

How to prepare

Turn on the oven at the maximum temperature and prepare an oven-pan with oven-paper on it and a sprinkle of oil. Cut the mozzarella cheese in little cubes and put it in a bowl at one side.

Boil water in a pot, add salt like you’ve learned to do for any king of pasta. When water is boiling, sear the pieces of pasta one by one, and place them in the oven-pan, covering all he surface. When you’ve completed one layer, cover it with the pesto sauce (in this picture I didn’t put a lot of it to show you the layers, but you should put more sauce, don’t be stingy), add a spoon of milk, some cubes of mozzarella and sprinkle some parmesan cheese on it. Continue with the other layers making the same procedure, until you’ve finished the pasta and put only parmesan cheese and oil on the last layer.

Now put your composition in the oven and wait around 15 minutes. When the upper and lateral side is turning bronze and you smell the incredible smell of basil mixed with cheese, your green lasagne is ready. Call your friends and wait a moment before eating it. you don’t want to burn your tongue, don’t you?