INDIA: ORISSA, BIRDWATCHING E DELFINI AL LAGO

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In Orissa si trova uno dei migliori spot indiani per il birdwatching: il Chilika lake, il più grande lago salmastro dell’Asia e uno tra i più grandi al mondo. Un’enorme distesa di acqua salata circondata da un’oasi vegetale, il cui ecosistema fa da habitat a una ricca fauna, tra cui milioni di uccelli migratori. La superficie della laguna va da un minimo di 600 kmq nel periodo tra aprile e maggio a un massimo di 110 kmq nella stagione monsonica ed è separato dal golfo del Bengala da una striscia di sabbia lunga 60 km.

Santuario di biodiversità situato a circa 4 ore di auto da Puri sulla costa a sud della capitale, è famoso per il milione e più di uccelli migratori che durante l’inverno vi fanno tappa ed è rifugio di moltissimi altri animali. Gli amanti del birdwatching possono osservare oche selvatiche, anatre, aironi, fenicotteri rosa, oltre a specie rare come l’airone golia, il gambecchio becco a spatola e il limnodromo semipalmato. Noleggiando una barca vicino alla spiaggia di Satapada è possibile attraversare le basse acque della laguna e raggiungere le isolette al suo interno per raggiungere la riserva ornitologica di Nalabana Island. Navigando e ammirando la natura, poi, non è difficile avvistare i piccoli delfini Irrawaddy.

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INDIA, ORISSA TRIBALE

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Se l’India è un grande contenitore di genti e lingue diverse, lo stato dell’Orissa è tra le zone più varie: sono oltre 60 le etnie tribali che abitano questa terra, costituendo circa il 22% della popolazione.

Grandi anelli alle orecchie e alle narici, file di bracciali, collane e tatuaggi, drappi di tessuto colorato e piedi scalzi, danze e musica tribale, vivono per lo più nella giungla e nelle regioni collinari del centro e del sud-ovest e conservano abitudini e ritualità del passato. Molti non hanno avuto contatti con la modernità e mantengono intatti i loro stili di vita aborigeni. Caccia, pesca e agricoltura sono le attività principali, cui si aggiungono forme d’arte come la poesia e l’artigianato.

Tra i gruppi più conosciuti ci sono i Bonda, una delle più primitive, i Saora e i Sabar, che vengono menzionati nel poema epico di Mahabhrata, e i Khondas, di origine australiana e conosciuti dai coloni britannici per alcuni riti che prevedevano sacrifici umani.

Per fare qualche incontro d’interesse etnografico, basta andare nei mercati locali, dove le tribù si recano un giorno alla settimana per scambiare le loro merci.

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LATITUDES, UN EBOOK GRATIS PER SOGNARE L’INDIA

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Finalmente è uscito lo speciale di Latitudes sull’India. Ci abbiamo lavorato tanto, in redazione, e il risultato merita davvero un download. Oltre 300 pagine di reportage con foto spettacolari e testi che raccontano la varietà e la bellezza di questo subcontinente così lontano da noi e così poco esplorato dalle rotte turistiche tradizionali. Non aspettatevi una guida vecchio stile, questa è completamente diversa.

Quelli che sto pubblicando qui sul blog sono i miei box, i contenuti che completano ogni servizio con alcune curiosità e storielle che riguardano le varie zona di cui si tratta nel testo.

Vi ho incuriositi? Scaricate gratis l’App di Latitudes e il numero gratuito “India, un Paese, mille facce” su tablet e smartphone Apple (da Apple store) e android (da Google play) e iniziate a sognare l’India.

INDIA, MADHYA PRADESH: VARANASI, LA SETA PIU’ BELLA

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Famosa come destinazione sacra per i suoi templi, i suoi ghat e i bagni nel Gange, Varanasi è anche rinomata per l’arte della tessitura della seta. Pregiati e molto costosi, i sari in seta sono considerati veri e propri pezzi da collezione in tutto il mondo.

La città è il primo produttore in India di questo morbido materiale, che viene rigorosamente tessuto a mano secondo tecniche antiche tra cui il broccato, i ricami in filo d’oro, dando lavoro alla maggior parte della popolazione.

Per osservare l’arte del filato, l’ideale sarebbe recarsi nei villaggi circostanti come Sarnath, che dista 13 km, dove è più facile ammirarne la lavorazione nelle botteghe.

A Varanasi, la seta si compra ovunque: basta tuffarsi nell’intricato groviglio di stradine della città vecchia per perdersi tra i colori accesi delle vesti esposte. In ogni angolo, piccoli negozi offrono a prezzi molto convenienti sari, sciarpe, scialli e altri capi di abbigliamento in seta, con sconti anche sui filati più pregiati.

Per evitare possibili fregature da turisti, è sempre meglio chiedere consiglio a un intenditore e contrattare i prezzi.

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INDIA: JAIPUR, GLI ELEFANTI IN CITTA’

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Ogni anno la città di Jaipur si riempie di elefanti e visitatori da tutto il mondo per l’Elephant Festival, evento tradizionale molto sentito dalla popolazione locale, che negli ultimi anni è diventato sempre più famoso per la sua spettacolarità.
Una processione di cavalli, cammelli e pachidermi ornati e dipinti con enormi gioielli e cavigliere, tappeti di velluto e portantine placcate in oro e argento sfila per le strade della città rosa, davanti alla giuria che sceglierà la decorazione migliore, premiando sia l’animale che il suo mahaut. Tutto intorno, danzatori popolari e suonatori di nagara completano il quadro, coinvolgendo il pubblico in una festa allegra e chiassosa, che si conclude con insolite partite di polo in cui i protagonisti sono proprio gli elefanti.

Organizzato nel giorno di luna piena di Phalgun Purnima in data variabile tra febbraio e marzo secondo il calendario indiano, ed è abbinato alla festa di Holi, il festival dei colori che segna l’inizio della primavera. E per celebrare, non c’è niente di meglio di una sfilata di pachidermi, animali molto importanti nella mitologia indù e rappresentazione sacra del dio Ganesh, ma anche mezzo di trasporto utilizzato per le parate ufficiali sin dal tempo del principato di Jaipur.

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