INDIA, GUJARAT: IL LEONE DEL GIR

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L’abitante più prestigioso del Gujarat è il leone asiatico, animale classificato tra le specie più minacciate del mondo, i cui ultimi esemplari si trovano nel Gir Forest National Park, una riserva naturale situata nella parte meridionale del Gujarat e una delle più importanti aree protette in Asia.

Poco più piccolo del suo fratello africano, il leone asiatico ha il pelo più chiaro e ha una criniera meno folta e più brunita. È uno dei cinque grandi felini dell’India, insieme alla tigre del Bengala, al leopardo indiano, al leopardo delle nevi e al leopardo nebuloso.

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INDIA, GUJARAT, LA FESTA DEGLI AQUILONI

Children fly kites during an international kite festival in Cartagena

Ogni anno il cielo del Gujarat si colora di mille aquiloni, che volteggiano nell’aria mossi dal vento e dalle mani di adulti e bambini. È la festa di Makar Sankranti, tra le più famose e scenografiche indiane e una delle poche con una data fissa, il 14 gennaio, quando si celebra l’inizio della primavera. Per iniziare questo periodo di sole, caldo e prosperità, ci si scambiano regali e si fanno volare i patang baazi, gli aquiloni.

Grandi, piccoli, colorati e dalle mille forme, i patang sono un’istituzione in India: simbolicamente intermediari tra cielo e terra, tra il mondo concreto e quello dei desideri, sono una vera e propria forma d’arte, oltre che una passione popolare. Si sale sui tetti o si scende nei cortili, si aspetta una bava di vento per lanciare il bolide variopinto e si inizia a correre, srotolando il filo a poco a poco.

In occasione del Makar Sankranti, ad Ahmedabad viene organizzata una vera e propria gara internazionale, dove vince chi resiste più a lungo con le braccia in aria e l’aquilone volteggiante. Il gioco consiste nel tagliare il filo agli avversari e mantenere in alto i propri patang il più possibile. Per renderlo più competitivo, il filo viene preparato con una pasta chiamata munja, preparata con polvere di vetro, colla, fili di metallo o semplicemente di cotone, che lo trasformano in una lama affilata e resistente.

Per alcune ore la città resta con il naso all’insù ad ammirare la coreografia di linee e punti che disegnano l’azzurro.

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IL RAGAZZO SELVATICO, DIARIO DI MONTAGNA

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Il verde dei prati, la vitalità del bosco, le orme degli stambecchi, il buio della notte, il silenzioso brusio della natura. Sono gli elementi che accompagnano “Il ragazzo selvatico” in questo viaggio alla ricerca di se stesso, racconto autobiografico di un’avventura solitaria intrapresa per dare una svolta ad una vita cittadina diventata troppo stretta. Quale posto migliore di una casetta a duemila metri circondata da una corona di alpi?

Paolo, trentenne sull’orlo della crisi di nervi, decide di staccare la spina e lasciare il suo appartamento milanese per iniziare una fuga a tempo indeterminato in una piccola baita della Valle D’Aosta, sperando di trovare la pace nei luoghi dove trascorreva l’estate da bambino. Parte in una fredda giornata di aprile, quando i pascoli sono ancora coperti di neve e lui è l’unico abitante di un gruppetto di alpeggi che guardano il Gran Paradiso. La sua reggia in pietra e legno diventa un eremo dove leggere, cucinare, ritrovare l’ispirazione alla scrittura. Le lunghe passeggiate nella natura sono la sfida da superare ogni giorno, il modo per mettersi alla prova e affrontare piccole paure, l’occasione che fa affiorare l’antica passione per la vita di montagna.

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INDIA, GUJARAT: IL LEONE DEL GIR E LA SUA CASA

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Terra di commercio, antichi templi e natura selvaggia, il Gujarat è uno stato tra i più floridi e meno conosciuti dell’India, dove antiche tradizioni sono affiancate dall’avanzare impetuoso di una frenetica modernità. Patria del grande Mahatma Gandhi, questa regione al confine con il Pakistan, piccola penisola a ovest della penisola indiana, è un agglomerato di monumenti strepitosi che si stagliano in una ruralità pacata, un intreccio di villaggi dove convivono etnie tribali e nomadi, popolazioni di fede hindu e jainista, mussulmani e cristiani.

Sulla costa, una manciata di porti commerciali ha accolto secoli di ricchezze, lavoro, e soprattutto popoli che hanno costruito una storia, da leggere in un lungo susseguirsi di siti d’interesse religioso e culturale.

Oltre ai simboli del passato e a bianche spiagge che guardano l’oceano, a rendere attraente questa regione ci sono le foreste e i parchi naturali, meta privilegiata per gli amanti del safari.

Ciò che rende il Gujarat famoso in tutto il mondo, infatti, è il leone asiatico (Panthera leo persica), un affascinante quanto raro animale originario di questa regione, classificato tra le specie più minacciate del mondo, i cui ultimi esemplari si trovano nel Gir Forest National Park, una riserva naturale situata nella parte meridionale della regione. Con le sue colline rocciose, i tanti fiumi circondati da macchie di fitta vegetazione e le vaste praterie, il parco è una delle più importanti aree protette in Asia, e l’unico luogo dove si può ammirare il leone asiatico.

Tra gli altri animali che abitano questa oasi protetta, altri due sono registrati nel Libro Rosso dello IUCN delle specie in pericolo di estinzione. Si tratta del leopardo (Panthera pardus) e del coccodrillo di palude (Crocodylus palustris palustris), che sopravvive con alcuni esemplari nelle acque di un grande bacino presente nella zona centrale della riserva.

Ma è il leone ad attirare nella foresta del Gir un turismo in continua crescita, con un indotto economico e occupazionale di grande interesse. Dai tanti hotel, dai lodge e dai campi tendati partono ogni giorno processioni di fuoristrada per addentrarsi lungo i sentieri del parco, tra foreste aride di teak e di acacie, laghi, corsi d’acqua, radure e savane, nella speranza di avvistare il padrone della foresta.

Non basta una giornata per vederlo: occorre pazienza per ammirare questo nobile predatore, magari sorprendendolo mentre caccia un cervo pomellato, quando riposa all’ombra di un albero o quando beve intorno a una pozza, chissà dove nel parco.

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10 COSE DA FARE A VALENCIA

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  1. Passeggiare tra le labirintiche stradine lastricate del Barrio del Carmen, nel centro storico di Valencia,  sentendosi piccoli piccoli passando tra imponenti palazzi e porte medievali, lungo le vecchie mura della città.
  2. Ammirare Valencia dall’alto del campanile El Miguelete, la torre campanaria della cattedrale che domina il panorama cittadino con i suoi 50 metri di altezza. Attenzione a non spaventarsi quando le undici campane scandiscono lo scorrere delle ore.
  3. La mattina di buon’ora, visitare  il Mercato Centrale di Valencia, con i suoi quasi 100 banchi di prodotti freschi. Dall’altro lato della Plaza del Mercado sta la Lonja de la Seda, affascinante palazzo tardo-gotico un tempo al centro delle attività commerciali della città e oggi sede dell’Accademia Culturale di Valencia.
  4. Fermarsi in un bar e rinfrescarsi con una dolcissima Horchata, bevanda tipica valenciana molto simile a una granita, preparata con acqua, zucchero e un latte vegetale ricavato dal chufo, una pianta diffusa nella piana di Valencia.
  5. In una giornata di sole, ammirare le armoniche geometrie della Città delle Arti e delle Scienze, un polo avveniristico firmato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava. Per chi ama gli animali, da non perdere l’Oceanografico, il maggior acquario d’Europa.
  6. Per un pomeriggio all’insegna dell’arte, nel Museo delle Belle Arti San Pio V si possono ammirare le opere di artisti del calibro di Sorolla, Goya e Zuloaga, mentre all’Istituto Valenziano d’Arte Moderna o al Museo Valenziano dell’Illustrazione e della Modernità si possono vedere opere di arte contemporanea.
  7. Noleggiare una bicicletta e pedalare nei sentieri sterrati dei Giardini del Turia, un’oasi verde non lontana dal centro urbano, creata deviando il corso del fiume Turia dopo l’ultima inondazione del 1957.
  8. Tranquillità in riva al mare sulle spiagge di El Saler, a solo 5 km dal centro di Valencia, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici o in bicicletta. Spiaggia bianca e acqua cristallina circondata da un bosco, dove dimenticare la città e dedicarsi alla siesta.
  9. Prima del tramonto, raggiungere la Marina Real, dove incantarsi tra gli edifici con negozi, bar e ristoranti da un lato, e dall’altro il porto piano di yacht e barche a vela orientati verso il mare aperto.
  10. Quando ormai è buio, approfittare della movida valenciana, tra il Calle de los Caballeros, il Barrio del Carmen con i suoi locali alternativi e alla moda e la Ciudad Universitaria, più giovane e nottambula, e la spiaggia della Malvarrosa. Al bancone, ordinare un’Agua de Valencia, è un cocktail a base di Cava o champagne, succo d’arancia, vodka e gin.

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