ERITREA BY BIKE: UNA PASSIONE A DUE RUOTE

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Chi arriva nella capitale eritrea non può fare a meno di notare la miriade di biciclette che circolano per la città. Uscendo poi verso la campagna, si incontrano file interminabili di pendolari delle due ruote, che ogni giorno vanno dai villaggi alla città e ritorno. In un paese povero con strade disastrate dalle guerre, la bici è il mezzo di trasporto più gettonato, ma è soprattutto oggetto di una forte passione popolare. Biciclette di tutti i colori, più o meno scassate, sfrecciano sotto il sole africano guidate da amatori e professionisti.

In un paese in cui la bici occupa un posto così importante, non potevano mancare le gare ciclistiche. Ad Asmara, la maggior parte delle competizioni si svolge in circuito su alcuni percorsi non molto lunghi, che rimangono chiusi al traffico e circondati da migliaia di spettatori, che pagano per vedere passare i corridori delle diverse categorie.  I proventi dei biglietti servono per finanziare tutto il movimento ciclistico eritreo: infatti, non solo il ricavato serve per rientrare dei costi di premi e spese varie, ma il 70% viene distribuito periodicamente fra i ciclisti per aiutarli a sostenere i costi che non sono certo alla portata di tutti.

Leggi il reportage “Eritrea. I tesori del Medeber” su Latitudeslife.com

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CIAO ASMARA: RACCONTO DI UN VOLONTARIO IN ERITREA

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Con il libro “Ciao Asmara” Justin Hill racconta l’Eritrea dal punto d vista di un volontario rispettoso e disincantato, colpito dalla dignità di una popolazione  che ha passato trent’anni a combattere contro la vicina Etiopia, e che cerca di risollevarsi. Uno sguardo lucido e senza retorica sulla situazione in questo paese libero ma dilaniato da anni di continue guerre, dalla colonizzazione italiana alla brutale occupazione del re etiope Haile Selassiè e alla una lunga e devastante lotta di liberazione, ancora troppo vicina.

Partito nel 1996 come insegnante volontario alla volta di Keren, per due anni l’autore ha cercato di impartire un’educazione scolastica ai bambini della Meghari School, una delle tante scuole afflitte dalla mancanza cronica di docenti, risorse e spazi adeguati. Non ne parla molto, ma poche frasi bastano per esprimere la frustrazione di chi si accorge dell’apparente impossibilità di cambiare le cose. Tutti, in Eritrea, hanno combattuto per l’indipendenza del paese, adulti e bambini cresciuti troppo presto, che ora non sanno integrarsi nella normalità.

La parte più consistente del libro è dedicata alle persone che Justin Hill ha incontrato in questo intenso periodo, uomini e donne che hanno lottato contro l’oppressione etiope, l’esercito popolare di liberazione eritreo, ora incapaci di ricostruire la nazione.

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ERITREA: L’ARTE DEL RIUSO AL MERCATO MEDEBER

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Medeber è il caotico mercato artigianale di Asmara, dove qualsiasi materiale viene recuperato e riutilizzato. È il simbolo di un paese che ha imparato a non buttare via niente, in nome di un’autonomia rivendicata ad ogni costo.

Stroncata da una straziante guerra d’indipendenza, l’Eritrea è un paese povero, basato soprattutto su un’agricoltura di sostentamento, l’allevamento di ovini e la pesca. Le poche industrie sono concentrate ad Asmara, mentre nei villaggi si vive con poco, in simbiosi con gli animali.

La capitale dell’Eritrea ricorda molto una città italiana degli anni ‘40: gli edifici costruiti in periodo coloniale sono segnati dal tempo, ma sempre uguali, come dimostrano i tanti complessi in stile futurista che arredano le strade di Asmara.

Un altro segno lasciato dal periodo coloniale è il cimitero italiano di Asmara, testimonianza privilegiata dei valori dei primi coloni, uomini partiti per la lontana Africa e mai tornati. A Keren, invece, altri cimiteri ricordano i soldati morti nell’ultimo conflitto, inglesi, italiani e ascari, molti dei quali seppelliti senza un nome.

È difficile spostarsi da una località all’altra del paese, che abbonda di zone militari e campi di addestramento. I mezzi di comunicazione sono controllati dalla censura e per viaggiare occorre chiedere permessi difficili da ottenere.

Segnato da un passato d’interminabili guerre, il popolo eritreo ha una forte coscienza nazionale e una grande dignità. Sono in tanti a credere nella filosofia del farcela da soli, senza aperture agli stranieri, alle Ong e agli aiuti degli stati ricchi, che la storia gli insegna non essere mai completamente disinteressati.

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HOTEL A STOCCOLMA

stockholm-nordiclight-hotel-1Design e luce del Nord

Pareti di vetro, linee minimaliste e colori accesi: nel cuore di Stoccolma, il Nordic Light Hotel è una struttura di design dove vivere il lato più moderno e cosmopolita della capitale scandinava. La particolarità di questo hotel futuristico da 175 camere sono le luci, regolabili in modo da cambiare costantemente gli spazi e creare differenti atmosfere, dalla più calda e rilassante a quella fredda in stile nightlife.

Prezzo: camere a partire da 150 euro a notte.

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Natura e pace

Un’elegante dimora del 1700 arredata in uno stile moderno ed essenziale, per ricaricarsi le batterie. Lo Skeppsholmen hotel, situato sulla piccola e tranquilla isola da cui prende il nome, è una struttura eco-friendly immersa nel verde e affacciata sulle acque scure della baia di Stoccolma. Combina il contesto storico con le moderne tecnologie e gli arredamenti più essenziali, crearndo il contesto ideale per soggiorni di relax.

Prezzo: camere a partire da 256 euro a notte.

STOCCOLMA: NON SOLO POLPETTE

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Famose in tutto il mondo anche grazie ai ristoranti dei negozi Ikea, le Köttbullar , polpette di carne servite con marmellata di mirtilli, non sono l’unico piatto da assaggiare in Svezia. Tra i pesci, in tutti i ristoranti svedesi non mancano il salmone, affumicato o cotto in tutte le salse, e le aringhe, fritte, sotto sale, sotto aceto o cucinate in altri mille modi. Altre ricette tipiche a base di carne  sono il Falukorv, una salsiccia di maiale bollita o alla griglia, il Pytt, carne di maiale o manzo, accompagnata con patate e cipolle oppure uova e barbabietole, il Rotmos Och Fläskkorv, una saporita salsiccia bollita e servita con le rape. Sono molto diffusi anche i piatti freddi e caldi o i pasti fast come il Raggmunk, una crèpes di patate, maiale e salsa ai frutti di bosco. Per quanto riguarda i dolci, due sono quelli più conosciuti: la Nyponsoppa, zuppa dolce alla rosa con le scaglie di mandorla e i biscotti alla cannella, i Kanelbullar. Si, ci sono anche questi, all’Ikea, ma a Stoccolma si trova sicuramente di meglio. Il posto ideale per provare i veri sapori della cucina svedese è il mercato coperto Östermalms Saluhall, affollatissimo all’ora di pranzo. Decine di banchi gastronomici con prelibatezze di ogni genere, una più invitante dell’altra, dove gustare pane integrale, pesce fresco, gamberetti, arrosti, polpette e tanto altro.

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