AMSTERDAM: DUE, QUATTRO, MIGLIAIA DI RUOTE

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Ad Amsterdam, capitale delle biciclette, circa il 50% dei trasporti cittadini avvengono su due ruote, attraverso un’organizzatissima rete di piste ciclabili con tanto di semafori e parcheggi riservati. Per avere un’idea di quanti ciclisti ci sono, basta fermarsi vicino alla stazione centrale, dove si trova un silos di quattro piani dedicato esclusivamente alle bici.

C’è chi lo chiama “bike palace”, chi resta a bocca aperta e non riesce a proferir parola, e chi invece riversa fiumi d’imprecazioni verso quel luogo tutt’altro che sicuro dove è facile non solo perdere il proprio velocipede, ma anche essere derubati. Gli olandesi, però, amano così tanto spostarsi su due ruote, che finiscono per accettare la situazione, stipulano un’ottima assicurazione e corrono il rischio.

Ogni giorno circa 20mila persone parcheggiano la bici in questo edificio prima di prendere il treno, lasciandosi alle spalle un mare di ferraglia, ruote e manubri. C’è solo da immaginare ciò che accade nelle ore di punta.

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AMSTERDAM, DOPO IL MUSEO

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Dopo le cinque di pomeriggio, gli oltre 50 musei di Amsterdam chiudono: niente più Van Gogh, niente più arte contemporanea allo Stedelijk, niente fabbrica della birra Heineken, niente museo della tortura, della Navigazione, della Resistenza, delle cere, e nemmeno quello della Canapa, Marijuana e Hashish. E non importa se si è appena entrati o se c’era una coda lunghissima o se il tempo era poco e si è fatto tardi. Chiudono.

Quindi tanto vale organizzarsi per tempo e andare a fare una breve parentesi di shopping (i negozi si spengono alle 18), inforcare una bici e gironzolare lungo i canali fino ad arrivare al bancone di un bar.

Non lontano dalla stazione centrale e dalla Casa di Anna Frank, si trova il Tales and Spirits, secondo molti uno dei migliori bar d’Europa. In questo accogliente edificio in mattoncini con caldi interni in legno e candelabri in stile vintage, si servono coloratissimi cocktail fruttati dentro a tazze, bicchieri strani e addirittura barattoli di vetro. Per accompagnare i drink, poi, si può scegliere tra una lunga lista di piatti freddi e caldi da ristorante gourmet. Locale giovane e informale, perfetto per iniziare a scoprire Amsterdam by night.

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ATLANTA: GEORGIA ON MY MIND

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Lo cantava Ray Charles con la sua voce suadente, “Georgia is on my mind”. Ma se pensate di mettere piede in Georgia ed essere accolti da musica soul, pianoforte, sax e cori gospel, siete fuori strada.

Quella che un tempo era la capitale della cultura afroamericana e fulcro dei movimenti di rivendicazione dei diritti civili capitanati da Martin Luther King Jr, oggi si è trasformata in una moderna metropoli tutta insegne luminose e movimento.

Dove prima si suonava jazz, oggi si balla a ritmo sfrenato con movimenti delle braccia e shakeramento di glutei. Niente più smoking, cravattini e bombette, ma magliette big size, occhiali da sole, cappellini con la visiera e pesanti collane dorate.

La cultura afroamericana resta, indelebile, tra le strade di quartieri come Sweet Auburn e i dintorni, nelle case delle nonne e nell’annuale Black Arts Festival, ma non solo. Si è evoluta e ha raggiunto il mondo intero con i suoi ritmi da ballare, prima con l’hip hop, poi con il rap e infine con la musica crunk, la passione elettronica delle nuove generazioni.

Da qualche decennio, con i suoi sound coinvolgenti la musica black ha creato uno stile di vita da imitare indipendentemente dal colore della pelle. Tutti in discoteca, allora.

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10 COSE DA FARE AD ATLANTA

Atlanta in 10 mosse

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  1. Respirare aria di Stati Uniti a downtown, il brulicante centro di Atlanta, distrutto durante la guerra civile e ricostruito con palazzoni in mattoni rossi, grattacieli e moderne architetture.
  2. Curiosare nel quartier generale della CNN e osservare l’eccitante frenesia dietro le quinte della rete tv che trasmette notiziari in tutto il mondo.
  3. Entrare nel museo World of Coca-Cola e ripercorrere la storia della bevanda zuccherosa più famosa al mondo.
  4. Ordinare un cheeseburger con patatine e un litro di coca-cola da The Varsity, lo storico fast food di Atlanta, ormai divenuto un’istituzione.
  5. Visitare Martin Luther King Jr National Historic Site, a Sweet Auburn, il quartiere nero progressista da cui partì il movimento per i diritti civili negli anni ’60.
  6. Rilassarsi a Piedmont Park, un’oasi verde a est della città dove lasciarsi cullare dalla natura pedalando in sella a una bicicletta, giocando a football o facendo jogging.
  7. Sentirsi bambini al Georgia Acquarium, dove squali-balena, mante e pesciolini colorati passano sopra la testa dei visitatori.
  8. Passeggiare tra le vie di Little Five Points, il quartiere beat-hippy di Atlanta, e perdersi tra negozietti, teatri, cinema, librerie, caffè e ristoranti.
  9. Fare un giro al High Museum of Art, ammirare più di 1.200 opere di artisti moderni e contemporanei, oltre alle architetture di Renzo Piano e Richard Meier.
  10. Urlare a squarciagola e consumarsi i palmi delle mani a un match degli Atlanta Hawks, la popolarissima squadra di basket cittadina.

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OSLO, NON E’ UN PAESE PER VEGETARIANI

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La cucina norvegese è conosciuta in tutto il mondo per i suoi piatti a base di pesce e per le specialità di mare: è quasi d’obbligo mangiare il celebre salmone, affumicato o alla griglia, e poi il merluzzo, il pesce gatto, le aringhe, i molluschi e i gamberetti, cotti o crudi, appena pescati. In certi periodi dell’anno alcuni ristoranti servono anche carne di balena, marinata o arrosto, anche se non tutti si azzardano ad assaggiarla.

Non dimentichiamo i piatti di carne, stufata, arrostita, grigliata, servita in carpaccio: si trova di alce, renna e cervo, il cui sapore già forte è attenuato da una salsina preparata con la panna acida. Degna di nota anche la carne essiccata, che a Oslo prende la forma di prosciutto o salsicce, accompagnata magari dal buonissimo geitost, formaggio dolce a base di latte vaccino e caprino. Il tutto servito con abbondanti fette di pane nero e innaffiato dalla birra locale.

Se siete affamati e non volete sbagliare, nelle zone del Kvadraturen, di Aker Brygge e di Holmenkollen c’è una buona concentrazione di ristoranti, come anche vicino al porto.

 

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