MERANO: NEVE DA VIVERE A PLAN, IN VAL PASSIRIA

Nello scenario incantato ai piedi delle Dolomiti, una passeggiata sulla neve è il modo migliore per vivere la magia dell’Alto Adige e immergersi nella natura immobile e bianca della valle, lontano dalla frenesia della città.

La temperatura è sempre più fredda, mentre l’auto si arrampica in questa stradina tortuosa tra i pendii innevati e, con il naso contro il finestrino, riesco a scorgere le vette dell’alta Val Passiria bucare le nuvole.

Lassù, c’è Plan: un paesino a 1600 metri nel parco naturale del Gruppo Tessa, sull’ultimo lembo di Alto Adige al confine con l’Austria. La località è conosciuta dagli amanti degli sport invernali, perché nei 10 chilometri di tracciati che attraversano l’estremità della valle, la neve non manca mai.

Da lontano si vedono dei puntini scivolare sulle piste appena spianate, esili figure danzanti che si lanciano leggere sulle lamine di lunghi sci. Arrivati al paese, dobbiamo parcheggiare in un piazzale e continuare a piedi. Niente smog in questa isola pedonale dove il tempo si è fermato: solo ciaspole, scarponcini imbottiti, sci, slittini e cavalli. Mentre gruppi di gente coloratadei toni più sgargianti ci passano davanti con gli abbonamenti in mano, ci avviamo all’ingresso del paese.

Un cartello di legno annuncia l’inizio del sentiero Lazins Spronserjoch, dal nome del rifugio dove siamo diretti. Percorrendo tutto il tracciato, a oltre 2500 metri d’altezza, si arriva al passo Sopranes, dove ci sono ben dieci laghi d’altura, il più esteso gruppo lacustre della regione. Soprattutto nella bella stagione, frotte di escursionisti si avventurano lassù per riempirsi gli occhi con queste pozzanghere giganti incastonate tra le montagne.

Non arriveremo così in alto, purtroppo. Solo una passeggiata tranquilla nella neve.

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DOLCE CARNEVALE CON LE BUGIE DELLA NONNA

Nel pieno della festa più allegra dell’anno, tanto amata dai bambini e da tutti quelli che vanno ghiotti per i dolci, tra maschere e coriandoli, è impossibile resistere alla vista di zucchero a velo e frittelle d’ogni forma e dimensione, che fanno capolino dalle vetrine delle migliori pasticcerie.

Conosciuto soprattutto per le maschere, le stelle filanti e le parate di ogni tipo che si svolgono ogni anno in tante città, il Carnevale è una celebrazione cristiana, occasione per rimpinguarsi in compagnia prima della Quaresima, periodo d’astinenza e preghiera. La festa ha, però, origini in festività più antiche di epoca romana e greca, che esprimevano il bisogno di divertimento, scherzo e dissolutezza, comune a tutti.

Che decidiate di sfilare tra le raffinate maschere in giro per i canali di Venezia o tra i coloratissimi carri di cartapesta aViareggio, in Brasile o in Europa, tra le vie del vostro paese o in qualche festa privata, non potete fare a meno di mangiare qualche dolcetto unto e zuccheroso.

Girando per le città italiane o semplicemente parlando con qualche amico, ci si accorge che i dolci carnevaleschicambiano di luogo in luogo. Frittelle di mele o di pastella, con marmellata o senza, coperte di zuccherini colorati o di cioccolato, c’è l’imbarazzo della scelta.

I più diffusi, e anche i più sfiziosi, sono le chiacchiere, striscioline croccanti, fritte o al forno, coperte di zucchero a velo. Semplici da fare, mettono allegria solo a vederle.

In Toscana li chiamano cenci, in Liguria e Piemonte bugie, in Friuli grostoli, crostoli in Trentino, galani in Veneto,sfrappole in Emilia, frappe nelle Marche e chiacchiere a Napoli. Ma anche lattughe, rosoni, lasagne, pampuglie…

Qual è la ricetta migliore? In linea di massima, l’ingrediente che cambia tra le varie ricette regionali, è marsala, vino bianco, acquavite o liquore all’anice.

Ecco come faceva le bugie la mia bisnonna genovese:

 

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Testo di Giorgia Boitano

RELAX E DESIGN: IN CIABATTE CON STILE

Ampi spazi in mattonelle dai colori chiari, superfici lisce e minimal, cascate illuminate da luci soffuse, vasche dalle forme più strane: coccolarsi in una Spa è ancora più piacevole se fatto in un ambiente curato e rilassante.

Sempre più di moda negli ultimi anni e solido nonostante la crisi, il settore benessere è apprezzato da uomini e donne di tutte le età, sia per brevi weekend, sia per vacanze più lunghe, magari fuoriporta. Ormai la zona relax è  diventata una discriminante fondamentale per gli alberghi, soprattutto si trovano in zone non troppo interessanti a livello culturale.

Ma come scegliere la Spa giusta, tra le tante offerte che ci sono in giro? Se volete provare qualcosa di nuovo, la nuova frontiera del benessere si gioca sul piano deldesign. Molti valutano in base ai trattamenti termali che vengono offerti, ma a parità di servizio, la cura dell’arredamento fa davvero la differenza.

Per distendere il corpo e la mente, infatti, non bastano massaggi, saune e fanghi depurativi. E non basta neanche “cambiare aria” e andare via da casa per rifugiarsi in un albergo con tante stelle e altrettante comodità – anche se aiuta. Ci vuole uno spazio accogliente ma semplice, dove il mondo non può entrare, perché la cosa più importante è la cura della persona.

Per non sbagliare senza finire a Dubai, andate al nord: sono proprio in Europa settentrionale, le Spa progettate dai grandi architetti più vicine a noi. Due tra le più famose si trovano in Svizzera.

 

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FIERA MILANO: IL TURISMO VA IN EXPO

Ha aperto alla fiera di Rho-Milano la Bit, Borsa Internazionale del Turismo, un’occasione per viaggiare con la mente e prepararsi alla vostra prossima vacanza.

India, Thailandia, Cina, Tunisia, Messico, Caraibi, Stati Uniti, Norvegia e Svezia sono solo alcune delle destinazioni esposte: potete passare da uno stato all’altro facendo solo pochi passi. In ogni postazione, rappresentanti degli enti del turismo, delle associazioni di albergatori e dei tour operator saranno le persone adatte a cui chiedere mille informazioni per pianificare un viaggio nei minimi dettagli.

È divertente aggirarsi tra gli stand e vedere tutti gli allestimenti che, in modi diversi, cercano di trasmettere qualcosa del luogo che rappresentano. Una graziosa bambolina vivente in kimono regge un ombrellino fuori dall’espositore del Giappone, un giovane scalzo suona un tamburo per creare atmosfera intorno allo stand di Israele, una band di giovani austriaci canta con impeto le canzoni tradizionali tirolesi, un trio di messicani con la pancia e il sombrero cantano a squarciagola ritmi latini e danzatrici indiane ancheggiano in abiti sgargianti nel secondo padiglione.

La mostra, inaugurata ieri per i professionisti del settore, è aperta tutto il weekend per il grande pubblico (da domani, ingresso 15 euro, 10 con pre-registrazione).

 

Link utili:

Bit

 

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MOSTRE A MILANO: ALICE SPRINGS E LA FOTOGRAFIA DI MODA

Nella città della moda per eccellenza, arriva una mostra con gli scatti di Alice Springs, fotografa professionista che ha pubblicato sulle più celebri riviste internazionali.

Da sabato 18 febbraio al 22 aprile, alla Galleria Carla Sozzani di Milano saranno esposti per la prima volta i ritratti commissionati in 40 anni di carriera nel mondo della moda.

Ritratti, nudi e foto pubblicitarie in bianco e nero sono raccolti per la prima volta in un’esposizione: 40 anni di lavoro intenso, che documenta non solo l’aspetto esteriore dei soggetti, ma riesce in qualche modo a catturarne il carisma.

Il suo vero nome è Jules Brown, australiana di Melbournesensibile e ironica, nata come attrice e poi convertita allafotografia dopo aver sostituito sul set il marito Helmut Newton nel 1970, realizzando al suo posto unapubblicità per le sigarette francesi Gitanes.

Da quel momento ha iniziato a scattare con lo pseudonimoAlice Springs, come la bella città del Northern Territory australiano, nel deserto rosso al centro del continente, lontana dall’oceano e dalle grandi metropoli.

Il primo ritratto della fotografa Alice è stato un modello che fuma: l’inizio di una carriera vivace e produttiva, che passerà dalle campagne pubblicitarie per l’hair stylist francese Jean Louis David agli innumerevoli servizi realizzati per le più famose riviste di moda, fino alle immagini di Robert Mallethorpe, Yves Saint Laurent, e Brigitte Nielsen.

Nelle immagini della Springs, emerge con delicatezza uno stile fotografico fatto di gentile ironia, in bilicotra distacco e intimità. In alcuni casi, le sue inquadrature riprendono il soggetto a mezzo busto o di tre quarti, soffermandosi in particolare sulle mani.

Esposti regolarmente alla Fondazione Helmut Newton diBerlino dal 2005, molti di questi ritratti sono realizzati per celebri riviste francesi ed americane, mentre altri sono semplicemente appunti e ricordi di vita privata.

 

Info utili:

Inaugurazione sabato 18 febbraio 2012 dalle ore 15.00 alle ore 20.00. In mostra dal 19 febbraio al 22 aprile 2012 con i seguenti orari: martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30; mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00; lunedì, ore 15.30 – 19.30.

Ingresso libero

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10, Milano (MM2 Porta Garibaldi)

 

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